Gli Art. 73, 74 e 75 della Costituzione.

Bo. 15.9.14
Gli Art. 73, 74 e 75 della Costituzione.
Questi Articoli sono una complicazione dell'iter legislativo, già di per sé complicato e doppio, nessuna prevenzione, si evince che l'intento delle procedure è quello di evitare, respingere ed accantonare proposte di Legge seriamente contrastanti il principio di contraddizione legislativa, come strumento usato dal clericalismo italiano per riaffermare la supremazia dello Stato pontificio assoluto, con la sua morale e costume.
Vediamo per esteso gli Articoli:

Art. 73.
Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
Art. 74.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
Art. 75.
È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Sembra strano a dirsi, ma la Legge deve entrare in vigore nel momento in cui è approvata, ed in casi eccezionali di coerenza essere retroattiva, la pubblicazione della Legge deve avvenire per tutti entro 5 giorni al massimo.
La funzione del Presidente della Repubblica, o è antecedente, o si ammette che il Parlamento può legiferare contro la stessa Costituzione coscientemente o meno, allora dopo l'intervento in extremis, del Presidente, che non serve a nulla, se la votazione può essere ripetuta ed in seconda Istanza può passare anche se incostituzionale.
L'Art. 74 dimostra che:
il meccanismo è assurdo e contraddittorio, il ruolo della Corte Costituzionale e Commissione Costituzionale è quello di evitare, in anticipo, Decreti Legge eversivi della Democrazia, e della Costituzione, come quello di Renzi sul Senato e Legge elettorale.
Il Referendum abrogativo diventa insufficiente quando si tratta di Principi e Leggi Costituzionali, quindi le contraddizioni definite per Legge sono irreversibili, non esistono strumenti di Modifica diretti dalla popolazione come Emendamenti alla Costituzione di carattere propositivo.
La nostra Costituzione rimane contorta, contraddittoria dei Principi Democratici presenti negli altri Paesi Europei, quindi incoerente nelle sue responsabilità e funzioni pubbliche interne ed esterne al Paese.
L'unità economica Europea è stata ed è una riserva finanziaria per l'Italia alla quale attingere senza rendere conto agli abitanti, ma solo a circoli ristretti delle Istituzioni e privati cittadini.
La Riforma Costituzionale è fondata su 3 Principi, (A)Leggi eguali per tutti,
(B)  proporzionalità nelle leggi e nelle Organizzazioni elettive Parlamentari, Regionali e
 Comunali.
(C) La Libertà del lavoro convogliata allo sviluppo del paese, come fulcro della crescita culturale e personale di ogni abitante del paese, uomo e donna.
I Principi e le Leggi, in coerenza tra loro, sono improntate alla tutela e difesa degli abitanti e della proprio territorio autonomo ed interdipendente dall'Europa.
Ora e sempre.--X --Legio --Italiana d'Europa.

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