Gli Art. 35, 36, 37, 38 della Costituzione.

Bo. 3.9.14

Gli Art. 35, 36, 37, 38, della Costituzione.
Questi articoli riguardano il lavoro ed i lavoratori, pertanto dovrebbe esistere un solo regolamento o Legge eguale per tutti, siano essi lavoratori pubblici o privati.
Ma le contraddizioni sono palesi e chiare, quando la contraddizione diventa regola per evitare la Legge, potete esaminare gli articoli in questione che riporto:

Art. 35.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.
Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Art. 37.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
Art. 38.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L'assistenza privata è libera.

L'Art. 35 è quanto di più generico ed evasivo, senza principio di eguaglianza di tutti i lavoratori, dirigenti e dipendenti, pubblici e privati, di fronte allo Stato sociale.
 La Repubblica Italiana non tutela il principio di eguaglianza sociale di fronte allo Stato, tra tutte le parti, in particolare sancisce una disuguaglianza indebita ed iniqua nel prelievo fiscale, tra  dipendenti ed impresa, ragione per la quale si assiste ad una continua crescita del debito pubblico di tutti ed indirettamente favorisce il principio di evasione dalle tasse per il meccanismo iniquo.
L'Art. 36 è inficiato dal prelievo fiscale iniquo, che non si basa sul principio di eguaglianza tra le classi sociali di fronte allo Stato Italiano, verso il quale hanno tutti dovere di proporzionalità nell'impresa, come principio metodologico dello Stato Democratico.
Presente in Francia, Germania,Inghilterra, Canada,USA, ed altri.
L'Art. 37, stabilisce la parità di diritti tra uomo e donna nell'espletamento delle funzioni lavorative, sia come retribuzione sia come professionalità e del lavoro minorile.
L'assicurazione alla madre dei figli diventa ovvio nei primi mesi, ma non può essere la sola soluzione, ed in questo siamo arretrati.
L'Art. 38 è quanto di più contraddittorio con i decreti Legge, e l'uso strumentale dei Sindacati delle crisi aziendali con la Cassa integrazione.
In effetti i lavoratori hanno diritto a mezzi di sostegno in caso di disoccupazione involontaria, e la Cassa integrazione è la negazione di tale diritto, che viene ridotto ed annullato in 2 o 3 anni, assurdo ma vero i Sindacati tradizionali, ideologici di parte, entrambe, di imprenditori e lavoratori, sono il maggior ostacolo all'estensione del diritto di tutti i lavoratori, assurdo ma vero, l'esercizio di un potere sindacale per mezzo del ricatto e contro il diritto fondamentale di tutti i lavoratori ad essere tutelati nella libertà e con giustizia, come chi dopo 30 0 25 anni di lavoro e versamento dei contributi si trova senza alcun sostegno.
Il finale è ambiguo con la delega ad organismi preposti, che non si capisce chi siano e cosa servono, se la Legge è fatta dal Parlamento.
Lo Stato Democratico Italiano deve ancora nascere sulla base di principi e Leggi di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte allo Stato sociale, sia economici che politici.
Ora e sempre .--X -- Legio -- Italiana--d'Europa.

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