Il Principio d'identità, e Legge naturale, della specie umana.

Bo. 9. 10. 14
Il Principio d'identità, e Legge naturale, della specie umana.

Potrebbe sembrare una polemica anti gay, ma non lo è, e neppure è pregiudiziale.
Il Principio naturale della specie umana, che definisce la sua identità, è il rapporto uomo-donna.
Questo principio planetario dovrebbe sancire che l'identità della specie umana si fonda sulla complementarietà della due funzioni, uomo e donna equivalenti tra loro, per la crescita e lo sviluppo della specie umana.
Il Principio di pari identità per la specie umana, tra uomo e la donna, non è ancora riconosciuta nella maggioranza dei paesi del Pianeta, e riguarda il 51 % della popolazione: = 3,5 miliardi di donne.
La complementarietà delle funzioni è equivalente, non esiste differenza di principio, ma solo di posizione e di ruolo, pertanto esse sono identiche nel loro valore, ed essendo tali, le persone, siano esse uomini o donne sono equivalenti per il loro ruolo: indispensabili entrambe.
Ciò significa che la donna è eguale all'uomo, nelle specifiche funzioni naturali, ed entrambi sono complementari l'uno dell'altra e viceversa, sia per doveri che per diritti.
Deriva da questo principio naturale,che la definizione del rapporto tra le due componenti, deve essere affidato alla Legge, ed agli amministratori della Giustizia, i Giudici.
Se la definizione per lLgge naturale stabilisce di chiamare il rapporto tra uomo e donna come matrimonio, esso rimane una definizione tecnica che descrive una realtà specifica naturale.
La tipicità di questo rapporto,deve essere estesa nella sua classificazione, per comprendere anche i rapporti tra gli stessi tipi della specie, uomo-uomo e donna-donna.
La classificazione tecnica per esteso, che comprende tutti i rapporti, diventa : Unione familiare, o struttura familiare, estensiva per Legge, che garantisce a tutti pari diritti e doveri.
Rimane il fatto che in Italia la prerogativa di stipulare le Unioni familiari è di competenza dei politici e della Chiesa.
Il ruolo conservatore della Chiesa è noto nei termini con i quali il matrimonio viene riconosciuto come l'unico rapporto possibile e formalmente riconosciuto.
Per quanto riguarda la Politica, essa, la competenza sul matrimonio, è diventata una acquisizione  abusiva, un abuso d'ufficio, di un ruolo, che per competenza e principio deve spettare alla Magistratura, che rappresenta lo Stato civile e laico, sulla base dei Principi democratici, di eguaglianza, libertà e giustizia nei rapporti interpersonali.
Il tema delle nozze gay è la leva per modificare una arretratezza dello Stato italiano, laico e democratico, ancorato nei principi ad un passato totalitario ed assoluto, i cui criteri si riducono ad uno solo; la gerarchia autoritaria e pregiudiziale del potere assoluto, che oggi rimane sul piano morale con la Chiesa di Stato assoluta, dentro una Repubblica Democratica.
In poche parole; ad ognuno il suo mestiere, ai politici il lavoro di economia di sviluppo ed alla Magistratura la definizione tecnica dei rapporti interpersonali di varia natura, per esteso unificati nel termine: Unione familiare in senso esteso ed in termini naturali ristretti, come Matrimonio.
La specificità del termine è questione di principio naturale rispetto al quale non vi sono contraddizioni, semmai le contraddizioni vi sono in coloro che vogliono una definizione impropria per se stessi, come Renzi che si proclama riformatore, in realtà è solo reazionario della Democrazia, compresi i suoi servili seguaci.
Ora e sempre --X--Legio --Italiana--d'Europa.

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