L'Art. 11 della Costituzione.

Bo. 25.8.14
L'Art. 11 della Costituzione.

L'Articolo riguarda la posizione dell'Italia nel rapporto con gli altri Stati Mondiali, in un contesto, quello dell'immediato dopoguerra, nel quale la massima aspirazione di tutti è quella della pace come valore assoluto, al di sopra di ogni altra cosa.
In modo ambiguo rispetto al sistema sociale Democratico, che neppure viene menzionato, come sistema sociale di riferimento e caposaldo dello sviluppo equilibrato.
Possiamo vedere la genericità  e l'ambiguità dell'Art . 11 che cito :

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

La cosa per nulla chiarita è il riferimento all'ordinamento Internazionale che limita le sovranità nazionali allo scopo di mantenere la pace.
L'Art. 11 è stato vanificato dalla realtà sociale e politica degli altri paesi limitrofi e non, con guerre di religione e razziali o pregiudiziali, e l'intervento militare, in Iraq ed in Afganistan, hanno definitivamente reso obsoleto ed incoerente nella formulazione questo articolo.
Se la convinzione che il sistema Democratico,per mezzo di un Parlamento, per coerenza e legittimità delle Leggi è l'unico Stato in grado di garantire la sovranità dei cittadini/e di ogni Stato nella propria autonomia di costumi e cultura sia religiosa che sociale, come patrimonio del pianeta; allora non esiste contraddizione ed ambiguità generica.
Altrimenti si lascia aperta la porta alla legittimità di quei regimi totalitari, dogmatici e dispotici ,che si impongono con la forza,ai quali deve essere dato il tempo di trasformarsi senza nuocere ad altri paesi, senza ingerenze esterne con l'uso della forza.
La formulazione risente della contrapposizione ideologica tra clericalismo e comunismo dell'Italia del dopoguerra, che vanifica ed annulla nell'Art. la funzione ed il valore della Democrazia come sistema rappresentativo, per mezzo del Parlamento, eletto direttamente per libera scelta da tutte le persone.
L'Italia rimane pertanto ancorata ad ideologie illegittime per la Democrazia in quanto pregiudizialmente ritenute dai protagonisti come superiori la Democrazia stessa, pertanto eversive.
Ora e sempre.--X --Legio Italiana d'Europa.

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