MATRIMONIO E CIVILTA'.

Bo.  18. 8. 15
                                                   



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MATRIMONIO E CIVILTA'.

Il principio naturale della continuità della specie umana avviene con il rapporto uomo-donna come unione sessuale e sociale.
Il principio ha diverse forme sociali ed una sola naturale.
La definizione canonica di un singolo rapporto è la base in forma dogmatica, o unicità dell'insieme.
 L'insieme è l'unicità e non viceversa; e che possa durare tutta una vita è naturale.
Lo sviluppo delle società ha posto diversi problemi nella definizione dei costumi sociali, tra le quali vi è la formulazione antica del diritto romano come primo esempio giuridico.
La forma giuridica è il tentativo di rendere chiari i principi sociali dei due contraenti uomo-donna con i loro impegni reciproci.
Anche le religioni hanno compiuto vari tentativi di rendere i costumi sociali dei rituali formali, validi per la società.
Ora in Italia esiste il doppio matrimonio, civile e religioso, ma in entrambi i casi,  sono i  rituali che mancano di un impegno sul pari riconoscimento delle diversità di ruolo complementari ed indispensabili.
Sia per la forma strumentale della politica come ingerenza e supplenza di costumi che hanno radici nella giurisprudenza e nella  giustizia del rapporto; sia perché ad esso non può essere attribuito un formalismo dogmatico che penalizza a dismisura la parte più debole, qualunque essa sia; come nelle organizzazioni religiose.
Rimane il fatto che l'esistenza, in una società fortemente cresciuta nel numero e densità di popolazione rimane un insieme di rapporti sempre più vasto e variegato.
IL  Principio riproduttivo, come funzione di base della società deve essere legittimato dalla giurisprudenza naturale, secondo Leggi che consentano una pluralità di esperienze e le favoriscano prima di arrivare al matrimonio, od a matrimoni.
Rimane il fatto che per il ruolo, rispetto alla coerenza con il Principio e la legge eguale per tutti, un matrimonio dovrebbe essere celebrato da un Magistrato specifico, di ruolo sociale e giuridico, con il quale celebrare e festeggiare la nascita di un sodalizio o matrimonio tra uomo e donna.
Il preciso impegno si avvale di una nuova consapevolezza complessa e reciproca finalità, sia verso sè stessi che verso la società.
La formulazione dogmatica di un rapporto necessita di una cultura antecedente ad esso, che diventa coercitiva delle possibili libertà di esperienze necessarie.
La cultura religiosa privilegia l'educazione come forma di controllo che finisce per diventare plagio irrazionale degli istinti con effetti collaterali dannosi.
Dall'altro lato; la politica ideologica, come ingerenza di superiorità, in conflitto con la Religione e le sue forme, non definisce correttamente la base dei rapporti e le condizioni educative.
L'Europa è un coacervo di Istituzioni che definiscono l'unione come principio e matrimonio, come unione naturale.
Rimane il fatto che la libertà sociale deve essere garantita e rispettata nei due reciproci sensi senza usurpazione delle naturalità come forma principale, intesa come definizione del matrimonio.
I costumi sono variabili per quanto riguarda l'educazione, in Italia plagiata fino agli anni 80, con l'obbligo dell'insegnamento religioso cattolico fin dalla prima infanzia.
Le scuole svolgono ancora un ruolo fondamentale per lo sviluppo sociale e della società come costumi, ma sono continuamente sottoposte a pressioni indebite e fagocitate dalle  paure verso un formalismo religioso rigido e repressivo, che danneggia la società, così come la mancanza di una educazione basata sui principi naturali e le sue Leggi, oggi quasi sconosciute alla maggioranza italiana.
Ora e sempre.  X  ma -- Legio --Italiana   Democratica   d'Europa.

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