Il Presidente della Repubblica Italiana.

Bo. 4. 1. 15
Il Presidente della Repubblica Italiana.

Il Presidente ha dichiarato le sue dimissioni nel futuro prossimo, cosa ormai chiara data l'età proibitiva per svolgere qualsiasi lavoro, ed a maggior ragione per la collettività intera.
Ciò che non dichiara apertamente è la sconfitta di una ipotesi, da lui avanzata per la sua permanenza in carica oltre le Leggi Costituzionali, quella di una riforma elettorale e del sistema politico che risanasse una situazione  corrotta per il prevaricare degli interessi personali sopra quelli collettivi.
Incapace di comprendere razionalmente il labirinto nel quale si trova prigioniero, si deve dimettere senza dichiarare la sua incompetenza per sopraggiunta età.
Posta la condizione di Principio che lavorare per l'Italia vuol dire assumersi oneri maggiori nelle scelte, che devono essere studiate con cura, oltre una certa età è proibito lavorare per sopraggiunti limiti fisici e culturali.
Lo è in molte industrie piccole e medie, tranne solo per i monopoli,come anche le Banche, che vengono tramandati con abuso di Legge, ovviamente perchè non è per nulla automatico che l'eredità sia genetica, anzi è molto raro.
Detto ciò Napolitano poteva dimettersi quando Renzi ha ipotizzato il Colpo di Stato del nazareno con Berlusconi concordando l'eliminazione del Senato e concentrando i poteri esecutivo e legislativo in una sola sede controllata dal governo.
Dato il principio incostituzionale che la Corte Costituzionale interviene dopo che le Leggi sono state approvate ed applicate, caso unico nelle repubbliche del Pianeta e in assoluto vietato nelle Democrazie.
Le contraddizioni Legislative sono tutte derivate dal Clericalismo italiano complici subalterni l'ideologia comunista del passato, che oggi vengono difese in modo ottuso con proposte reazionarie ed antidemocratiche.
Napolitano sceglie il suo momento personale non privo di conseguenze perchè servirà a sollevare un polverone dietro il quale far passare il Colpo di Stato reazionario del Nazareno, con la perdita definitiva della Democrazia in Italia, e il governo e l'autogoverno del paese come dell'unità nazionale, che hai clericali non interessa come agli ex comunisti attivi da sempre in politica, cioè legati servilmente ai vincitori, chiunque essi siano, ma solo per la brama del potere e la solidità economica dei privilegi.
Renzi non ha rottamato nessuno, non ha fatto nulla perchè si sono servilmente piegati al suo obiettivo, ovvero il clericlismo, pecore, pastori, lupi e cani.
Il pregiudizio più ignobile verso la popolazione considerata alla stregua degli animali nella cultura dogmatica del clericalismo come del comunismo, per mezzo della manipolazione delle coscienze e conoscenza reale dei problemi.
Napolitano esce sconfitto e con lui le ideologie e gli idealismi dogmatici di 3 secoli di Storia Europea, le quali hanno devastato il pianeta con 2 guerre mondiali.
Il Papa rappresenta la contraddizione irrazionale tra proclami per l'aiuto ai poveri, quando essi sono circa 4 miliardi e gli italiani 60 milioni.
In sostanza gli anziani al governo sono un ostacolo allo sviluppo che non può rimanere isolato come è accaduto nel 1946, con l'effetto di alzare barriere culturali e condizionamenti forti contro le democrazie Europee, con la scusante dell'anticomunismo, corretta per principio, ma non giustifica le connivenza e l'uso reciproco, con organizzazioni criminali, del ruolo dello Stato.
Siccome abbiamo di fronte una povertà che riguarda circa 4 miliardi di persone, dovremmo riflettere con chiarezza cosa sia necessario cambiare per unificare gli abitanti dell'Italia per un progetto di società dove eguaglianza e Libertà siano i cardini principali.
Ora e sempre --Xma--Legio --Italiana--Democratica--d'Europa.

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