Il PD e la destra ideologica.

Bo . 24.4.13



Il PD e la destra ideologica.  (1)

Governo "normale" o governo di transizione.
La scelta non è un problema se ragioniamo solo con i numeri della necessità:
Per fare un Governo ci vogliono il 50 % dei voti,il PD ed il PdL ,insieme possono avere questo numero,che è quanto basta a dire che esiste un governo dell'Italia.
La crisi economica e politica ingenerata con la scellerata politica finanziaria di Monti,quindi basata sull'alleanza tra PD e PdL per mezzo di tecnici,che è stata sconfitta con le elezioni ,non ha alcuna importanza come risultato politico.
I numeri non mentono,due più due fa quattro,chi dirige era ed è Berlusconi con le sue manovre dirette ed indirette di sostegno al governo Monti,il quale da marionetta si è prestato al gioco del ruolo di cattivo politico e tecnico.
Vince la destra politica perchè ha i numeri ,che il porcellum gli ha consegnato in modo antidemocratico.
Ma chi se ne frega se l'Italia continua ad andare peggio economicamente perchè manca una direzione delle diverse classi sociali del paese,ma esiste solo la direzione per i grandi monopoli economici che sono fuorilegge negli altri Stati Europei,come in USA.
Che dire dell'arretratezza Italiana.
Abbiamo visto che sbraitare ed urlare ha prodotto una reazione legittima contro il malcostume e la corruzione del sistema politico,ma ciò non risolve il problema della democrazia nel paese Italia.
Abbiamo visto che le organizzazioni ideologiche sindacali sono impotenti,perchè nessuno ha ancora capito la funzione della Democrazia,ma pensano che la concentrazione della ricchezza in mano a pochi sia garanzia di sicurezza,quindi non vince la libertà, ma la paura del futuro che solo i potenti possono garantire.
Il ragionamento medioevale persiste asfittico ed incapace.
Le classi dirigenti come Berlusconi sono incompetenti,ma ricche ed evadono per legge con la detassazione.la grande truffa tra sistema politico e monopoli,la sudduvisione della ricchezza sulla base del pregiudizio e la discriminazione sociale per mezzo della creazione di una casta istituzionale.
Questa volta però la nostra arretratezza diventa pericolosa per noi stessi e per i nostri alleati,perchè significa debolezza ed incapacità di adeguarsi al sistema Democratico,che rende forti i paesi industrializzati sulla base di regole semplici uguali per tutti.
La cultura italiana è stupida,da questo punto di vista,perchè evita i ragionamenti storici e gli insegnamenti della storia,nè si interroga sulla funzione ed il valore dei principi e leggi democratiche.
Continuamente si alimenta la farsa che la costituzione italiana sia la più bella,come se fosse un fatto estetico e non di sostanza,con l'autoadulazione e l'auto referenzialità si rimane chiusi in sè stessi come la politica Mussoliniana dell'autosufficienza.
Assurdo ma vero le istituzioni economiche italiane dell'economia sono ancorate a principi e regole fasciste,quindi sarebbereo da denunciare per apologia fascista tutti coloro che le usano e le approvano.
Ignoranza e pregiudizio non sono numeri purtroppo altrimenti avrebbe vinto una prudenza legittima del cambiamenti sulla base di principi Democratici della Repubblica,che non può più essere improntata sulle leggi Romane.

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