L'OCCHIO CICLOPICO: TECNOLOGIA MODERNA, MICROSCOPICO ED ONNIPOTENTE.

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L'OCCHIO CICLOPICO: TECNICA MODERNA: MICROSCOPICO ED ONNIPOTENTE.

Nell'ultimo secolo, quello passato, il 900, abbiamo sviluppato all'ennesima potenza la nostra vista per mezzo di cannocchiali, e, sopratutto con i telescopi, rifrattori e riflettori.
La pratica scientifica dell'osservazione è diventata una osservazione tecnica " ciclopica", ovvero ad un occhio solo, elevata all'ennesima potenza, con conseguente effetto psicologico dell'osservatore affascinato, sedotto e mai abbandonato da un simile risultato del lavoro umano, che ha portato alla scoperta di una quantità infinita di stelle nell'universo che non si conosce che in minima parte al 10 %.
L'altro effetto ciclopico, in miniatura, ma sempre dotato di onnipotenza limitata, è la macchina fotografica del 900, ed oggi nel 2000, i cellulari, ed IPAD, come altri esempi tecnologici.
L'effetto ciclope è notevole con questi mezzi alla portata di tutti si osserva il mondo e lo si classifica e cataloga con immagini a tecnica ciclopica, un occhio solo.
L'osservazione avviene con un solo occhio e si potrebbe dire con una sola parte del cervello che viene stimolata dalle immagini, impresse nella macchina e nella mente.
Il problema tecnico è che l'immagine piatta su di un piano solo, non produce lo stesso effetto della realtà, la riduce ad impressione piana, privata della dimensione spaziale a tre dimensioni +1.
La tecnica ciclopica, nella sua onnipotenza è riduttiva ma affascinante; cosa manca alla nostra cultura sociale nell'esame di questi strumenti.
Manca il concetto di limite dello strumento in rapporto alla realtà osservata.
Con la macchina fotografica a distanza raccolgo una immagine momentanea, piana, colorata che mi riporta con precisione esatta,la descrizione dell'oggetto esaminato, ad una distanza così ravvicinata da poterla vedere come se fosse vicina.
La tecnica fotografica ci avvicina all'immagine, non all'oggetto, dal quale ci vogliamo tenere distanti o siamo costretti alla distanza.
Oppure osserviamo, attraverso la lente con un occhio solo un oggetto posto a distanza dall'osservatore, come immagine piatta, patinata, che non è la realtà ma l'immagine speculativa e riduttiva di essa su di un piano euclideo.
Ciò che riporta l'immagine è solo una parte della realtà, e l'illusione ottica si trasforma in illusione di ritorno del passato qualora si guardi le fotografie tempo dopo.
La fotografia riporta alla memoria dettagli dimenticati, anche loro di fascino per la memoria, ma lo specifico rapporto che essa instaura rimanda alla accresciuta capacità della specie umana, che la rende più forte,ma anche illusa, che il passato sia presente qualora lo si riveda in foto,essa rievoca non solo immagini ma anche sensazioni ed emozioni.
Dal punto di vista tecnico dell'osservazione scientifica, con l'osservazione ciclopica, essa rimane vincolata al fascino della scoperta illimitata che ancora oggi ci propone nuovi scenari dell'Universo: ma questo è appunto l'effetto ciclope, l'osservazione con un solo occhio ed una sola parte della mente attivata dal finalismo seduttivo del fascino delle scoperte,anche apparenti, senza logiche coerenti descrittive, come dimostra il paradosso di OLbers e non solo.........in seguito alla relazione tra gli oggetti e gli osservatori.
  CsD ( Come si Dimostra)


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