CRISI ECONOMICA E CRISI POLITICA, L'ITALIA.

Bo. 8. 7. 15
CRISI ECONOMICA E CRISI POLITICA, L'ITALIA.

La realtà più ovvia è l'incapacità del sistema politico italiano di produrre delle riforme effettive,
 quando i conti pubblici rimangono invariati, peggiorando la situazione, con la diminuzione delle entrate dovute alla chiusura di industrie in crisi.
La possibilità di uno sviluppo più equilibrato dipende dalle spese sociali per tutelare la natura, ripulendo dai disastri ambientali a cielo aperto, le discariche abusive, in primo luogo.
Per fare ciò necessitano nuovi strumenti tecnici di tipo Fisico tecnologico, che gli scienziati della "Fisica" dovrebbero produrre in modo interdisciplinare.
L'esperienza interdisciplinare tra diversi saperi tecnici, nelle università italiane è impensabile.
La promozione di nuove forme di sapere è ostacolata da baronie dogmatiche ed miopi, quanto pregiudiziali, verso esperienze nuove del sapere che li mette in difficoltà, li esonera.
Il termine sviluppo, diventa una parola da censurare, da vietare la sola pronuncia, oggi si usa crescita, e si intende che cresce solo quello che già esiste, quindi nulla di nuovo per il paese in difficoltà, con i problemi che aumentano.
Se Berlusconi ignorava la parola crisi, falsificando le politiche tese al pareggio, senza investimenti produttivi, oggi  Renzi, censura le parole critiche per il sapere dogmatico, rigido ed astratto, parole come: sviluppo, progetto, inter-disciplina, professionalità e competenza, Principi e Leggi della società democratica.
Anzi pare proprio che Renzi sia allergico alla parola "Democrazia" che non usa quasi mai, anche nel caso attuale della Grecia, con il quale tenta di apparire obbediente ad economie finanziarie prive di sviluppo, solo conservatrici di interessi di gruppi economici limitati.
La crisi Greca fa apparire ciò che Renzi vuole negare, la crisi politica dell'Europa clericale, incapace ed incompetente, di coalizzare le diversità e le regole di direzione con dei criteri oggettivi eguali per tutti ed al di sopra di tutti.
La falsificazione della politica appare inutile di fronte a problemi come l'immigrazione forzata, della quale siamo in parte vittime, perchè nulla spiega come facciano a trovare tanti soldi, come tremila euro Europee, per attraversare il Mediterraneo.
L'Italia è stata isolata dall'Europa, per la censura clericale, opposta alle libertà di mercato ed allo sviluppo sociale, mantenendo dei monopoli e sostenendo le concentrazioni di potere, di tipo monopolistico per giustificare la presenza  dello Stato dei monopoli, da quello dell'informazione  a quello dell'auto, a quello dell'INPS, che poteva essere diversificato con l'immigrazione creando un prelievo diretto maggiore nell'immediato  e minore nella sua totalità annuale.
Operazione economica ancora possibile, per rivalutare una economia sommersa in settori dell'agricoltura e dei servizi.
Ma ciò non è un problema, anzi non esiste che si possa cambiare la sperequazione del prelievo, sopra ogni cosa per ignoranza matematica degli imprenditori più grandi, che si ostinano a credere, senza fare i conti, che il posticipo del pagamento delle tasse non è lesivo per loro, in primis, perchè  maggiorato in percentuale.
La crisi politica dipende anche dall'ignoranza del giornalismo de-professionalizzato, senza competenza, che recita il ruolo centrale di moderatore di tutto e di niente, solo  parole vuote, irrazionalmente distribuite, dove la politica è diventata la manipolazione della realtà, per distogliere l'attenzione dal problema.
La politica della Grecia che rifiuta la malversazione delle Leggi incostituzionali, come l'esenzione delle tasse del grande capitale greco, una assurdità per l'Europa moderna, ma che nessuno indica come il male maggiore, sostenendo il popolo Greco nelle sue richieste di maggiore giustizia.
 Renzi e la Merkel da "bravi" si oppongono, per ignoranza ed incoerenza razionale, per non dire di consenso alla infame prerogativa dei soli imprenditori greci, con l'esenzione dalle tasse, forse unici, in Europa.
I giornalisti italiani, come i politici, sono saputoni senza fare mai i conti, come in Italia, pare che la realtà sia solo quella descritta male dai libri  di una volta. almeno un secolo, o dalla televisione, che non disturba l'obbedienza alla gerarchia della ricchezza, anche se le cose continuano a peggiorare.
La Grecia è un paese arretrato e pregiudiziale come ossequioso del privilegio dei ricchi, senza riconoscere il ruolo dello Stato democratico con Leggi eguali per tutti, come avviene ancora in Italia.
Le parole sono reali se corrispondono a numeri verificati nella realtà e non virtuali come in Italia, quindi che Renzi non spacci illusioni, per politica, in Italia, si dovrebbe fare un referendum per abrogare una Costituzione dogmatica ed anticostituzionale per principio, e per rispettare la Democrazia come sistema  sociale superiore a tutti gli altri con il Principio di proporzionalità equa eguale per tutti, per la razionalità e libertà del lavoro, da quello massimo, il lavoro politico a quello minimo, il bracciante agricolo, base di ogni sviluppo, personale e sociale.
Ora e sempre--X ma Legio--Italiana---Democratica  d'Europa.

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