La cultura italiana e la riforma della scuola.

Bo.  16. 5. 15
La cultura italiana e la riforma della scuola.

La cultura italiana sono secoli che non brilla per per autonomia e libertà, salvo qualche personaggio isolato ed usato da molti cattedratici ossequiosi. come ad esempio l'attuale Umberto Eco.
 Sappiamo, ma non si dice apertamente, che la cultura scientifica in Italia non è ben vista dal moderatismo clericale sia di destra che di sinistra e centro.
La suddivisione in Istituti Classici, scientifici e tecnici diventa oggi antiquata ed obsoleta se si vuole dare alla comunità italiana una coscienza  storica di sè stessi, ma ciò equivale a risanare le istituzioni,cioè  lo Stato, dall'occupazione clericale religiosa, ieri D.C. oggi i moderati in tutte le salse,da P.D. a F.I. a M5S, una egemonia clericale delle elemosine opposta al mondo del lavoro, ed opposta alla razionalità laica.
La parificazione fino a 18 anni della scuola dell'obbligo diventa una necessità, su base scientifico tecnica, sulla conoscenza del funzionamento reale della natura basata su Leggi assolute ed inconfutabili nella realtà, ma falsificabili per mezzo del dogmatismo applicato agli esperimenti.
La conoscenza delle lacune e dei problemi deve avvenire negli studi interdisciplinari oltre il 18 anno di età.
Il Personale docente deve sottoporsi ad aggiornamenti tecnici, per i quali i carichi di lavoro attuali risultano un impedimento, la soluzione a parità di stipendio è la riduzione delle ore di lavoro; da 30 effettive a 20 come massimo.
La professionalità didattica si fonda sulla conoscenza interdisciplinare, non monolitica che facilmente diventa dogmatica per mancanza di riferimenti comparativi.
La cultura italiana è sempre stata considerata o appannaggio di pochi eletti, o considerata una conoscenza strumentale per manipolare la razionalità dell'esperienza.
Le scuole sono la base culturale della conoscenza della realtà, e se ciò non avviene è solo per una precisa volontà politica all'isolamento culturale dell'Italia, non dichiarato ma perseguito, come la pubblica informazione sugli Stati democratici Europei, e sulla scienza come strumento razionale comune per la vita comunitaria fondato su regole assolute e relative eguali per tutti.

In Italia  la cultura razionale è emarginata, ignorata e negata come esistente, si preferisce l'auto celebrazione e la vanagloria di sè stessi nel rapporto con gli abitanti, ottenebrando la mentalità delle cause e delle ragioni naturali.
Una favola televisiva fatta di falsità, come i tanti concorsi pubblici e letterari, improntati al formalismo rigido e sterile del buonismo sentimentale dei buoni propositi incoerenti e non mantenuti.
La farsa della banalità, imitativa nella sua perfezione , come illusione della stabilità, come illusione della realtà statica,mentre stiamo distruggendo la natura, dietro il cortile per non farlo vedere a noi stessi.
A che serve una menzogna così stupida?
A che serve una cultura così inetta ed incoerente?
A che serve l'assenza di una razionalità naturale con le sue Leggi proporzionali ed eguali per tutti?
Alla fine il risultato lo conosciamo, noi italiani non clericali, dopo più di un millennio di invasioni, e solo per le pretese di  pochi inetti ed incapaci dirigenti, con pretese assurde come Berlusconi e Renzi o Grillo, il trio delle patacche, o elisir di lunga stabilità senza coerenza, come tutti i precedenti.
La riforma, come parola abusata e stravolta, non si dice, ma è la restaurazione del clero come principale cultura istituzionalizzata, cioè quella dello Stato del Vaticano, come stato assoluto dittatoriale nella cultura, perchè di questo si tratta e del reato di plagio, abolito in Italia dai moderati.
I moderati si oppongono in molti modi all'unità d'Italia e della popolazione italiana, all'insegna di valori comuni razionali e tradizionalmente naturali, per imporre l'autoritarismo gerarchico del dogma religioso con la sua organizzazione, la chiesa cattolica, come onnipresente in ogni campo anche quello della vita privata,come vorrebbero alcuni miseri imprenditori monopolistici, per controllare ma non governare la popolazione con una educazione razionale.
J'accuse le Moderato italienne d'iniquitè, n'est pas modérée.
I think the  moderation  italien is iniquitous,it is'nt moderate.
Ora e sempre ---X  ma --Legio --Italiana --Democratica  d'Europa. 

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