Ricchezza e povertà: o = ideologie e libertà.

BO. 8. 3. 15

Ricchezza e povertà: o =  ideologie e libertà.

In questo modo ho definito una precisa equazione estensiva, con l'uso delle parole, se dovessi fare una sintesi la posso esprimere con delle frazioni in quanto ogni parola è indissociabile dall'altra ed opposta in simultanea.
La ricchezza esiste come accumulazione di "oggetti" perché esiste una scarsa o minima accumulazione: la massima accumulazione di oggetti = ricchezza, la quasi inesistente accumulazione di oggetti = povertà.
La massima accumulazione di ideologie equivale alla accumulazione di idee contrapposte tra loro ed identiche nel principio, che solo una deve prevalere, mentre la libertà esiste se, e solo se, esistono le idee sono diverse ed opposte, indispensabili l'una all'altra, ma è inaccettabile che una sola possa prevalere in quanto la conseguenza sarebbe che tutti sono poveri e la ricchezza sarebbe inutile perchè nessuno la riconosce, essendo tutti poveri o condizione di povertà.
Per chiarire il concetto: tra un ricco ed un povero, vi sono infinite varietà di accumulazione, perchè l'accumulazione come criterio, definisce  la realtà eguale per tutti.
Le ideologie monoteiste, per principio pregiudiziale non definiscono come necessario un altro principio ideologico, lo avversano e lo rifiutano come ostacolo alla loro affermazione di superiorità astratta e pregiudiziale.
Così nella politica, il ruolo della Repubblica, in Italia, ha da sempre  affermato il pregiudizio dell'esclusione delle donne, che oggi faticosamente si tenta di rimuovere con dei palliativi, in realtà porre il problema politicamente in modo razionale significa dare la rappresentatività al 51 % delle donne per legge proporzionale = gli elettori-trici si esprimono con due voti ciascuno, uno per una donna ed uno per l'uomo: la rappresentazione naturale e sociale diventa una cosa sola, come le Leggi della natura e la società.
Se l'8 marzo vuol essere la festa della donna come entrata ufficiale delle donne nella direzione della società per mezzo del lavoro come principio e regola della politica, per essere coerenti, che sia un argomento della riflessione del ruolo storico del genere: uomo-donna, uniti dalla globalità dei problemi del pianeta, nella ridefinizione di ruoli e mansioni nella società che permettano di superare una funzione monolitica e totalitaria del lavoro che ingenera storture mentali e perversioni nel criterio monotematico e mono funzionale di entrambi i generi: donna-uomo.
Questo perchè il principio e la regola della Democrazia è la poli-funzionalità o inter-disciplina, quindi uomo e donna, come dialettica tra le classi sociali, tra ricchezza e povertà, per obiettivi di sviluppo che esistono solo se sono comparabili sulla base del criteri del lavoro :che sono = ricchezza e povertà = libertà e possibilità.

Ora e sempre:  Xma Legio --Italiana-- Democratica   d'Europa.

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