PREGIUDIZIO E PRIVILEGIO NELLO STATO ITALIANO DAL 1946-48.

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Pregiudizio e privilegio nello Stato Italiano dal 1946-48.

Lo sviluppo dell'Italia nel dopoguerra avviene con il Piano Marshall degli U.S.A. di sostegno all'Europa centrale devastata dalla guerra di dominio.

In Italia,  con l'appoggio degli Americani, opposti a Francesi ed Inglesi, il clero ed i clericali sono i primi a dirigere lo sviluppo del paese espellendo la Monarchia con un colpo di mano dei religiosi cristiani, che non avevano mai partecipato dall'Unità d'Italia,( anzi l'avevano rifiutata per 60 nella sua laicità di Stato,espressa dal Cavour con il simbolo" libero Stato  e libera chiesa") ed offrono garanzie solide contro l'ideologia comunista, essendo stati alleati di Mussolini come Stato della Chiesa Vaticana.
Che dire quindi di una Costituzione che afferma un valore simbolico del lavoro per negarlo con le contraddizioni degli articoli, come il 67 e con i decreti "fuorilegge".
In entrambi i casi; ideologia comunista ed ideologia clericale  hanno come principio di base, e pregiudizio, l'inutilità della democrazia come sistema di autogoverno e di governo.
Il pregiudizio nasce dal fatto che ogni  ideologia è vera e superiore all'altra, di fatto superiore anche alla Democrazia, come sistema elettivo e delegato all'autogoverno.
Il particolare interesse di un gruppo è superiore all'interesse collettivo di tutti.
Posta la condizione di esistenza: se esiste la collettività allora esiste il gruppo, ma se esiste il gruppo non significa che esista la collettività.
Il gruppo di per sè non è la collettività o comunità, e non sono delegati in essa tutti gli interessi.
Ogni ideologia privilegia simbolicamente l'interesse di una sola classe o gruppo sociale per negazione del ruolo delle altri classi sociali.
Il pregiudizio nasce dall'idea, senza confronto, o rifiuto della realtà, che un solo gruppo possa dirigere a propria scelta l'intera comunità, ed a capo del gruppo una sola persona.
Il pregiudizio è la negazione del confronto con la popolazione; definita dal gruppo, ignorante quindi incosciente.
La discriminazione è considerare la popolazione incapace di apprendere o imparare, perchè non appartiene al gruppo scelto, sia ideologico che idealistico.
Coloro che sono all'interno del gruppo ideologico politico sono per pregiudizio dei privilegiati per le loro conoscenze della realtà e delle amicizie che offre il gruppo.
Privilegiati non per capacità professionale o tecnica, ma per pregiudizio di aggregazione.
L'aggregazione e le sue regole decidono chi è il più forte non il più capace.

La Libertà decide chi è il più capace, perché la Libertà, non è un pregiudizio, è il suo opposto come giudizio della realtà.
La Libertà è l'opposto del dominio del pregiudizio, perché esso nega l'esistenza del problema, essendo incapace o non intenzionato a permettere una risoluzione di esso.
Pregiudizio è perseguire la direzione politica di un Paese senza una Costituzione coerente con le Leggi del lavoro e delle funzioni inviolabili per delega, e trasfigurata nel senso razionale, ma in preda al libero arbitrio personale incoerente ed incapace. 
Il personalismo induce alla creazione di tanti piccoli gerarchi che non comunicano tra loro, gelosi custodi delle loro relazioni personali, con l'ossessione dello smascheramento da parte della popolazione o di alcuni giornalisti.
Una specie di società segreta politica mascherata da PD, quella dei clericali delle correnti ed ex comunisti, che dirige l'Italia con l'obiettivo di accaparrarsi delle risorse per il loro esclusivo benessere privilegiato, ma senza motivazione politiche per la collettività italiana e con Leggi coerenti con il lavoro.
Il Pregiudizio della superiorità del gruppo ideologico, clericale od ex comunista, sulla comunità italiana, di fatto si presenta come un coacervo di miscugli ed imbrogli, cioè la corruzione, di cui la massima autorità morale diventa lo Stato del Vaticano con la sua politica sociale, l'unica fino ad ora che non è fallita perchè esterna e non coinvolta direttamente, una doppia identità dello Stato della Chiesa cristiana-cattolica.
La separazione tra ideologie e Stato avviene solo sulla base del lavoro razionale, come eguale per tutti nella sua radice sociale, utile a tutti, quindi anche a singoli gruppi.
Il potere inteso come controllo di persone inconsapevoli è una contraddizione di fatto, perchè il governo si regge sulle regole consapevoli per tutti ed eguali per tutti.
Diversamente abbiamo la confusione ed il disfacimento della società per conflitti di supremazia tra piccoli gruppi scoordinati, inutili quanto dannosi perchè la natura si fonda sui limiti minimo e massimo delle cose e della vita.
Ora e sempre..X ma--Legio-- Italiana---Democratica   d'Europa.

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