La Repubblica teocratica italiana.2°

Bo. 22.7.14
La Repubblica teocratica italiana.2°

Nel primo articolo della Costituzione Italiana, cito testualmente:  l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Il principio è assoluto, con la Democrazia con la D minuscola, privando la parola di pari valore rispetto alla Repubblica; a conclusione di una affermazione non relativa, il lavoro in senso e valore assoluto,  quindi non relativo alla nostra epoca, come lavoro razionale sviluppato nella libertà di pensiero.
Quindi il primo principio Costituzionale Italiano è assolutistico, privo di qualsiasi riferimento reale, quindi valido per ogni cosa e l'opposto di essa, il lavoro può essere considerato al limite come "lavoro divino", di Dio, quindi indiscutibile, perché Gesù Cristo non pare abbia mai fatto del lavoro un idea centrale del suo discorso in modo costante nelle sue prediche. 
Il secondo articolo della Costituzione è ancora più ambiguo; cito testualmente:

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

La Democrazia e la Repubblica, sono fondate sui doveri-diritti inviolabili degli abitanti, uomini e donne, nello stesso modo ad essere rappresentati per libera scelta.
La Repubblica, nel 2° articolo, compare come una organizzazione a sè stante quindi non come Stato formato dalla collettività Italiana, ma come organismo superiore a tutti, quasi divinizzato ed assoluto, e sembra sia un piacere il riconoscimento dei diritti di tutti uomini e donne.
L'articolo 3 della Costituzione è altrettanto ambiguo e doppio nel suo significato, a meno che il valore logico della lingua non venga stravolto questo articolo è una mistificazione del valore delle Leggi razionali civili di base dello Stato Italiano, per come sono formulate:
Cito testualmente:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Nel 3° articolo, è ambiguo, e si presta ad essere falsato da varie interpretazioni, la definizione di
 " pari dignità sociale", che nelle altre Costituzioni Democratiche  viene definita come, parità di Diritti della persona, non della dignità della persona.
Due valori diversi, la Persona e la dignità della Persona.
Il Diritto della Persona è inequivocabile ed assoluto, sia uomo e donna .
Il Diritto della dignità della Persona è un valore, a prescindere dalla persona stessa, esterno alla persona deciso dall'autorità politica del momento, nel caso Italiano il clericalismo nella veste di Democrazia Cristiana.
Questi tre articoli sono definiti, in modo linguistico sfuggente i principi Costituzionali della Democrazie Europee; essi riaffermano in modo esplicito che esiste una Istituzione, la Repubblica, superiore a tutti i cittadini/e, non come la volontà degli abitanti di riconoscersi nelle basi comuni della convivenza civile razionale e per libera scelta, ma esiste una Istituzione di Ordine Superiore alla società stessa, la Repubblica, come organismo rappresentante una volontà superiore, quella implicita del clericalismo o volontà divina, espressa dalla Chiesa Romana Cattolica-Cristiana, per mezzo della DC, come formazione politica rappresentante dei suoi interessi .
L'Italia, come paese civile laico e razionale, che fonda la propria convivenza civile sulla base di Leggi uguali per tutti, viene manipolata per mezzo di un uso linguistico ambiguo e mistificatorio del valori delle Democrazie Europee ed Americane.
Tre Articoli della Costituzione che devono essere riscritti per ottenere quei principi di base, come Leggi uguali per tutti, sulla base del Lavoro razionale e della Libertà, sia assoluti che relativi, oltre le ambiguità mistificatorie attuali, volute dal clericalismo italiano, non Democratico né Repubblicano .
Ora e sempre .--X -- Legio -- Italiana.. d'Europa.

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