La Repubblica "teocratica" Italiana. 4°.

Bo.  25.7.14
La Repubblica "teocratica" italiana.4°.
L'articolo 8 della Costituzione dice:
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
 Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
Non esiste un principio dello Stato laico di Diritto che stabilisce i confini tra le due attività, sancito dalla Costituzione Italiana, Repubblicana e democratica, solo per facciata o a parole.
In realtà nei Patti Lateranensi del 1929, tra Mussolini e Pio XI, si riconosce l'alta ambizione della Chiesa Romana nel Mondo, superiore di fatto agli interessi del Paese Italia.
L'unicità della religione di Stato come Chiesa Cattolica Romana.
Il territorio del Vaticano è a cura del Governo Italiano.
La religione di Stato assume il ruolo di "supremo ente spirituale della Nazione" Italiana.
In realtà, quindi, nel 1946 e 1948 chi arriva al governo del Paese, per mezzo della DC è il clericalismo Italiano, ovvero lo Stato della Chiesa Cattolica come autorità superiore allo Stato Repubblicano stesso.
A questo punto non esistono criteri oggettivi, nè democratici, ma le regole della Chiesa Cattolica come strumento culturale e politico di acculturazione e di amministrazione dello Stato, con le conseguenze derivate dall'affidare ad incompetenti professionali la politica, e con valori personalistici, la diffusione della corruzione come sistema politico degli incapaci.
L'artico 9 dice:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
In tutta Europa, gli Stati provvedono con risorse consistenti e premi a coloro che si dedicano alla ricerca, l'Italia ha le sovvenzioni più misere, ma una quantità di enti di ricerca che sono delle imitazioni di altre, duplicando mansioni in modo inutile.
L'articolo 10 dice:
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. [3]
La prima frase ha valore simbolico, perché non sono definiti i principi di Libertà e Democrazia come strumenti mondiali del governo.
Ancora in modo serpentino, la politica clericale nega il valore della Democrazia e della Libertà del lavoro razionale.
A prescindere dal fatto che l'asilo politico non obbliga all'assistenza diretta gratuita, perchè nasce il precedente che non sancisce un diritto, diventa obbligo politico l'accettazione dei dissidenti che siano democratici, non tutti i dissidenti, e secondo il sostentamento non è obbligatorio, ma palliativo e temporaneo, non vita natural durante.
La nostra Costituzione è di fatto nei principi di base una Costituzione teocratica, che garantisce alla formazione politica al governo; i clericali della DC, per oltre 50 anni il pieno controllo delle Istituzioni dello Stato, anteponendo obiettivi che sono ad immagine  e somiglianza della istituzione della Chiesa che è diventata uno Stato " spirituale" sopra lo Stato della Repubblica italiana, per mezzo dell'organizzazione dei monopoli di Stato sotto il profilo economico, in antitesi al libero mercato ed alla Libertà Democratica dei Doveri/Diritti.
Quando si parla di gerarchia clericale, si parla solo dei doveri di tutti verso l'autorità, definita a priori come superiore, quindi teocratica, amministrata dai Vescovi Italiani, o curia Vescovile di Roma, che viene finanziata dallo Stato Italiana o e dalle donazioni private.
La Costituzione Italiana, nelle sue ambiguità. che le consentono di evitare la formulazione di Principi Democratici e Repubblicani, eguali per tutti ed al di sopra di tutti, finisce per diventare il sostegno degli ideali teocratici, come governo della casta religiosa sopra la società, al di sopra di tutte le Leggi e regole razionali della Comunità collettiva, sulla base di un pregiudizio " eterno" il ruolo della religione come dogma infinito, al di sopra del progresso e sviluppo della società.
Il Principio di contraddizione appare chiaro:
il " dogma" non ha memoria storica e Principi di base, per cui tutte le Leggi devono essere riviste come se fosse una novità del giorno dopo, ad ogni nuovo caso ,con ripetizioni infinite di cose inutili e secondarie, al punto tale da renderle irrazionali.
Le Leggi dogmatiche.come quelle espresse nella Costituzione Italiana, senza menzione dei principi di Libertà e Diritti, oltre a Doveri, assume il connotato Dogmatico neutralizzando in modo generico le istituzioni Internazionali Democratiche nella loro essenza, per ignorarle.
La Costituzione Italiana è dogmatica nella sua genericità, che vanifica i Principi Democratici come le regole del lavoro razionale, Libero e Limitato oggettivamente, che è regolato da Leggi universali uguali per tutti .
Ora e sempre.--X--Legio .. Italiana--d'Europa.

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