La cultura politica italiana: i Principi Clericali e caratteristiche.2)

Bo. 11.6.14
La cultura politica italiana: i Principi Clericali e caratteristiche.2)

In Italia, nel rapporto tra Stato e Chiesa di Stato vige ancora, nelle sue linee di fondo, il Patto Gentiloni del 1912, considerando che la Chiesa cattolica Italiana rifiuta il riconoscimento dell'Unità d'Italia, nella forma della Monarchia Repubblicana, per oltre 50 anni, dopo l'Unità, organizzandosi in modo separato, nelle scuole e nelle attività sociali, dal resto del paese.
La partecipazione diretta dell'organizzazione religiosa alla politica inizia nel 1919, quando in Europa aleggia la paura della rivoluzione "proletaria" avvenuta nella Russia arretrata.
La cultura politica clericale si divide sempre in destra e sinistra a seconda dell'intervento del Papa al quale è riconosciuto il dogma dell'infallibilità, alla fine dell'800.
Il conflitto tra Stato e Chiesa riguarda tutte le attività economiche e sociali, scuola ed altro, che lo Stato Pontificio prima dell'Unità d'Italia svolgeva.
Quello che lo Stato della Chiesa nega in Italia, é la partecipazione diretta dei clericali alla politica, mentre viene concessa negli altri paesi Europei.
Solo nel 1919 la nascita del Partito Popolare di Don Sturzo cambia i rapporti, che rimangono, però, sempre sotto il controllo della gerarchia ecclesiastica e del Papa, segnando una rottura nel movimento politico clericale,tra oppositori e sostenitori del regime Fascista.
I Principi Clericali sono riassunti nel Patto Gentiloni del 1912; per ottenere il consenso politico della Chiesa; i punti principali sono:
1) difesa delle Congregazioni, della scuola privata religiosa, della religione nelle scuole pubbliche, della unità della famiglia,diritto di parità delle organizzazioni economiche e sociali religiose.
Questa prima parte è condizione per la seconda negli ultimi punti; come salvaguardia di una migliore applicazione dei principi di giustizia nei rapporti sociali; e conclusiva: conservazione e rinvigorimento delle forze morali ed economiche del paese, per incrementare l'influenza italiana nel mondo.
Il Principio della Chiesa di Stato come arbitro e giudice della giustizia sociale è superiore a quello delle Leggi e della Magistratura.
In secondo Luogo lo Stato Italiano diventa una funzione di espansione della Religione Cattolica nel mondo.
Ad oggi, questi due principi fondamentali del Clericalismo Italiano, che conferiscono alla Chiesa una superiorità di giudizio e di azione terreni, superiore alle Leggi di Stato,  non sono stati dismessi o rifiutati dallo Stato Repubblicano "laico" e/ o Democratico.
I Patti Lateranensi del 1929, durante il Fascismo e la Democrazia Cristiana nel 1946, non cambiano questi Principi di base per l'Unità della comunità Italiana nel dopoguerra.
Ora si dimostra dopo oltre 60 anni che la religione Cattolica, nella forma di Stato, diventa il giudice della società Italiana con i propri Principi Incostituzionali in quanto Gerarchici e non Democratici, come il dogma dell'infallibilità del Papa, per molto tempo, che permane in forma lieve pure oggi.
Renzi conserva questa impostazione di principio, ed anche Grillo, in modo petulante ed offensivo, ma nulla tolgono alle pretese dello Stato della Chiesa, che è una istituzione Medioevale ed arcaica, come delle catene che impongono la negazione della Libertà consapevole e responsabile della collettività Italiana, sopra la quale pretende di assumere il potere di controllo la religione Cattolica, nella sua forma culturale e morale del dogma delle gerarchie ecclesiastiche.
Le caratteristiche del dogmatismo culturale e sociale, attuate per Principio, portano alla negazione delle Leggi relative e razionali che limitano gli interessi delle singole persone, per promuovere quelle di gruppi collettivi di sviluppo.
Tutto ciò che è indipendente dalla Chiesa è contro la Chiesa, quindi le leggi,ed i Principi Costituzionali, come razionalità agnostica dell'esperienza della specie umana, vengono negati per il principio pregiudiziale della superiorità della specie umana, che di per sè è banale, fino a quando la religione impone una superiorità astratta di Divinizzazione della Popolazione italiana o romana per mezzo della religione assolutistica del monismo di Dio.
La dialettica razionale dell'esperienza viene considerata inferiore ed incapace, come la Democrazia, con la sua intercambiabilità e la funzione di lavoro per la collettività.
Come si vede,l'atteggiamento ostile verso la Democrazia è voluto coscientemente e vissuto come un rischio per la religione, come anche per le ideologie, il cui dogma sociale è il ruolo di una classe, invece che di una persona, come il Papa.
Ecco quindi che principi e caratteristiche privano la Collettività Italiana di diventare una comunità coesa ed unita nelle coscienze sulla base di Principi Democratici, razionali ed etici, come il lavoro e la libertà offrono in tutti gli altri paesi sviluppati.
Orae sempre ..X -- Legio . Italica.. d'Europa.

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