La Repubblica totalitaria Italiana.

Bo. 31.5.14

La Repubblica totalitaria Italiana.

Il titolo non è ambiguo o sbagliato, esso definisce l'arretratezza originale Italiana, asfittica e pericolosa, proprio per la funzione totalitaria, la quale isola il paese dal contesto storico politico dell'Europa.
All'opposto la posizione di "fanalino di coda" o dell'arretratezza dell'Italia, fa arretrare anche gli altri Paesi in una posizione da Repubbliche " Feudali" , che in Italia sono rappresentate dai Monopoli economici, sia pubblici che privati, gestiti da poche famiglie, al massimo 5 e quelle dei monopoli di Stato,scuola,sanità,energia ed altri.
Il monopolio economico è la centralizzazione gerarchica e burocratica per il completo controllo del mercato, non dei resti del mercato, visto che il concetto assolutistico è superato dallo sviluppo industriale e scientifico.
L'organizzazione della società Italiana, è improntata sull'autoritarismo più ottuso, quello clericale e religioso, perché con il suo dogmatismo pregiudiziale rifiuta di confrontarsi con la realtà, salvo quando vi è un evento catastrofico al quale si è impreparati, come quelli naturali dei terremoti.
La Repubblica Italiana è totalitaria per 5 motivi.
1) La Repubblica è stata amministrata ed è amministrata dai Clericali, prima DC, oggi disciolti dentro tutte le formazioni politiche, ma sono rimasti organizzati per correnti trasferite ad altre forze politiche.
2) Lo sviluppo economico dal dopoguerra ad oggi è controllato dai monopoli di Stato in particolare, ed in secondo luogo dal monopolismo economico privato favorito sopratutto dopo la crisi e la scomparsa della DC,per corruzione economica e malaffare.
3) Non sono scomparse la opposizioni ideologiche di quei partiti, subalterni all'autoritatismo gerarchico su basi false ed inique del totalitarismo; nei principi e nelle regole, conservando posizioni di potere per rendita priva di importanza perchè senza significato.
4) La cultura viene manipolata allo scopo di condizionare le logiche di pensiero degli abitanti, per mezzo di strumenti di informazione dilagati in ogni spigolo della casa,della città, della vita personale.
5) La Libertà viene confusa con il libero arbitrio personale, dove tutto è possibile con i soldi, anche al di sopra della Leggi, anche quelle di natura.
Il libero arbitrio irrazionale e personalistico si interpone ad ogni politica razionale, dove l'arretratezza viene scambiata per novità positiva.
Il sistema politico si fonda sulla falsa rappresentazione dei monopoli, i quali sono gerarchici per ragione sociale, non per competenze, usate a fini contradditori, vedesi la legge elettorale del Porcellum prima oggi si è autodefinita Italicum, ma in realtà è il Flagellum della Democrazia e della Repubblica, incostituzionale nei principi ed antidemocratico, ma viene fatto apparire, senza mai dire quali sono i principi regolatori, come una riforma legittima ed a parole Democratica.
I clericali italiani, totalitari ed ottusi, non sono moderati, sono reazionari ciechi, avidi e pavidi, che negano i problemi materiali  e reali del paese  e della Democrazia, ignorando volutamente che la Democrazia, come sistema sociale ordinato e razionale si fonda sulle regole semplici del dare ed avere, come interazione di base , tra direzione ed abitanti, Parlamento, Camera e Senato, ed uomini e donne dell'Italia che devono essere rappresentati in eguale misura.
La Democrazia come sistema di regole, Leggi e Principi, eguali per tutti, estratti dall'essenza del lavoro e della Libertà sono pregiudizialmente osteggiati e rifiutati  dal Clericalismo che ha fatto dei Monopoli economici il centro della società, pensando che essi fossero la cosa più stabile ed immutabile, la cui estensione garantiva allo Stato della Chiesa Romana Cattolica Cristiana l'egemonia assoluta sugli abitanti ed il controllo delle loro vite, come possibilità di sviluppo.
Ora e sempre ..X -- Legio.. -- Italica-- d'Europa Democratica. 

Post popolari in questo blog

Gli Art. 35, 36, 37, 38 della Costituzione.

Gli Art. 29- 30 - 31 della Costituzione.

Gli Art. 76, 77 e 78 della Costituzione.