La libertà d'impresa: i prezzi della libertà.

Bo. 30.5.14
La Libertà d'Impresa: i prezzi della Libertà.

Lo sviluppo industriale italiano ha conosciuto una espansione straordinaria nel decennio del 1960-70, con le industrie degli elettrodomestici in particolare, compresa la Televisione, ed alle industrie della plastica chimica.
Quindi una cultura industriale che si sviluppa in ritardo rispetto agli altri paesi Europei, le cui caratteristiche sono strettamente controllate da un punto di vista della tassazione in entrata.
Oggi l'Industria Italiana è vincolata da 2 grandi imprese, la Fiat, privata e Fin Meccanica  pubblica.
L'estensione della Fiat in diversi settori è davvero spropositata, confrontabile solo con l'industria dell'informazione di Mediaset.
Due monopoli del mercato che controllano l'economia  reale del paese da un lato, e l'economia dell'informazione dall'altro, definendo le caratteristiche culturali e tecniche vincolanti per tutti, vedesi i programmi televisivi, RAI e Mediaset, che si rincorrono nella gara di espansione dei programmi dedicati alla politica ed alla comicità ed alle tele novelas o telefilm, dei cliché privi di fantasia, anche nella riprogrammazione di vecchie serie televisive.
Il punto è che in Italia ogni iniziativa, personale o privata, diventa oggetto di tassazione, anche la più banale, come cambiare Nome o Cognome, costa una cifra esorbitante come 90- 100 Euro, siccome esiste l'informatica gli aggiornamenti dovrebbero essere automatici, invece non sembra proprio.
La Confindustria pensa che il Governo possa fare, ma in realtà il problema italiano maggiore è per la libera industria, lo statalismo o monopolio di stato delle pensioni e sanità, vincolate all'INPS ed i suoi Principi di Tassazione iniqui e falsi sopratutto, per cui i costi aumentano sempre in modo esponenziale perché differiti nel tempo.
Lo Stato sociale,per la libera impresa, di Imprenditore e lavoratori, deve avere per tutti lo stesso trattamento, offrendo in cambio controlli e servizi limitati.
Diversamente abbiamo ancora oggi una struttura organizzativa di stampo Fascista,l'INPS, sia nei criteri che nei tempi e nelle proporzioni, inadeguata e vessatoria che obbliga le imprese a diversi procedimenti burocratici asfittici, obsoleti.
Gli imprenditori Italiani scelgono vincolati della legge del più forte, anche se sono la maggioranza a dare al nostro paese una garanzia di sviluppo, per le loro capacità, retrocedono di fronte alle responsabilità di fondo della comunità Italiana, con le richieste di sviluppo dello Stato senza le quali la libera impresa non sarà e non è in grado di avanzare e svilupparsi secondo nuovi e più coerenti criteri  scientifici.
La Libertà d'Impresa si sviluppa solo se il Sistema politico ridimensiona le sue organizzazioni, il suo Parlamento, Camera e Senato, il numero ed i privilegi assurdi ed abusivi dei Politici attuali, tutti, definiti incostituzionali, ed antidemocratici, il cui lavoro è la condizione per lo sviluppo.
La Libertà del Lavoro,si definisce dalle sue condizioni legislative e di Principio, che sono quelle del libero mercato, con minimo e massimo, di partecipanti, dal quale sono esclusi per principio e per legge, i monopoli come malversazione delle Libertà di mercato, mentre in Italia il vizio dei MONOPOLI  CLERICALI, ottusi e chiusi al confronto, quindi manipolatori e deformanti la conoscenza della realtà, costituiscono il pregiudizio allo sviluppo della Libera impresa e dello sviluppo, come della coesione sociale della Comunità Italiana fondata sulle leggi eguali per tutti.
Ora e sempre .. X- Legio ..- Italica d'Europa.

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