Libertà: economia e sviluppo in Italia.

Bo. 17.4.2014

Libertà: economia e sviluppo in Italia.

Alcuni settori dell'economia Italiana sono ancora vincolati a Monopoli di Stato e tra i settori privati, quello dell'Auto e dell'informazione radiotelevisiva sono monopolizzati da 2 imprese: Fiat e Mediaset, con la RAI nel pubblico.
Non che l'Italia sia un grande e numeroso paese, piuttosto piccolo, per numero di abitanti ed estensione naturale, ma non privo di numerose industrie, dall'agroindustria al tessile, a elettrodomestici ed arredamenti.
Scarsa la produzione di fonti energetiche alternative.
L'economia dei mercati fondata sulla libera concorrenza deve essere ristrutturata sulla base delle condizioni indispensabili di esistenza della Specie umana, e di conseguenza sulla base delle necessità naturali.
I nuovi vincoli di industrializzazione sono la condizione necessaria e sufficiente al sostentamento della popolazione, per evitare che l'inquinamento renda inutilizzabili le fonti naturali, producendo danni irreversibili per centinaia di anni.
L'economia, proprio in virtù di una nuova funzione sociale, che è sia pubblica che personale o privata, nel senso giuridico, richiede competenze più diffuse e strumenti adeguati allo sviluppo industriale e o produttivo; intesi come case sociali di produzione, o libere associazioni industriali, limitate e finalizzate alla razionalizzazione degli interventi necessari per evitare dispersioni di materiali inquinanti.
L'intervento deve essere sostenuto ed indirizzato dallo Stato, nella cultura e nella tecnica, limitando la presenza dello Stato al coordinamento di sostegni tecnici.
Deve quindi terminare il gioco dello scarica barile verso i paesi più poveri, tra i quali risulta essere anche l'Italia per la povertà mentale di certi politici.
Ma come ogni scienza che si rispetti, anche l'economia deve darsi regole oggettive, anche per le multinazionali, sopra tutto, per la concorrenza che rispetti le leggi della natura, escludendo artifici dannosi per la natura.
Da questo punto di vista la condizione di esistenza della specie umana dipende solo dallo stato di salute del sistema natura, il cui impoverimento, distruzione ed inquinamento creano gravi problemi in aree sempre più vaste.
La riforma economica che esclude per incoerenza, un pareggio di bilancio dello stato è obbligatoria, invece per molte aziende a capitale pubblico diventa una necessità.
L'equilibrio generale viene mantenuto solo per casi caratteristici, il rimanente dell'economia potrebbe diventare in attivo se le tecnologie si sviluppano.
La velocità di estensione dello sviluppo, dipende da 2 fattori economici; la competizione ed il libero accesso a formule tecniche necessarie a superare la crisi del periodo, senza penalizzare gli inventori a favore dei ricchi imprenditori incompetenti delle innovazioni, che immesse sul mercato devono essere cedute a diversi concorrenti.
La crisi non si supera con una crescita della popolazione: in questo periodo lo sviluppo è sviluppo delle capacità delle persone, non sviluppo delle nascite.
Ma non è neppure il caso di incentivare comportamenti opposti come il calo delle nascite, togliendo i servizi ed aumentando i costi,come avviene oggi in Italia.
Per concludere; in Italia vi sono ancora regole e privilegi irrazionali e pregiudiziali dell'oggettività economica, che si scontrano con la necessità di utilizzare le risorse economiche in modo razionale ed equilibrato, cioè diminuendo i consumi spropositati, incentivando la cultura razionale della spesa minima ed utile con i mezzi di informazione e la razionalità dei mercati.
Se la crisi permane, il paese diventa la meta, come tutta l'Europa, per un numero spropositato di persone delle aree dell'Asia e del Sud asiatico, India e Filippine, come anche l'America del Sud, per similitudine linguistica.
Ora e sempre . - X - Legio - Democratica . - Italica d'Europa. 

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