Valori del liberismo Italiano.

Bo. 25.3.14

Valori del Liberismo Italiano.

Dal dopoguerra ad oggi l'Italia come Repubblica, liberata dalla Nobiltà, ha vissuto l'idea di Statalismo come facente funzione totalitaria in alcuni settori,come la Sanità,la Pubblica Istruzione o la scuola,per non considerare altri aspetti dell'energia e del "trasporto pubblico".
Uno Stato,la cui caratteristica principale,quella di essere Stato sociale si è sviluppata sulla base di uno statalismo modello "socialista", per la centralizzazione ed il monopolio dello Stato,che tale non era perché egemonizzato dal clero.
Uno Stato clericale egemone che fa della Libertà e dell'anticomunismo la sue bandiere.
L'anticomunismo è vincente come fattore antidemocratico  e della libertà;l'egemonia dello Stato tende invece a perpetuare le Istituzioni create da Mussolini,come l'INPS, estesa a tutti i lavoratori,con i criteri invariati del prelievo.
Lo Statalismo, si estende come criterio amministrativo in molti settori,creando delle aziende di Stato monopolistiche come per l'energia elettrica,ad esempio.
I settori strategici sono controllati dallo Stato definito "sociale",nel quale lo sviluppo dei mercati e della libera concorrenza rimane un fattore secondario ed affidato allo sviluppo dei settori dell'economia dello sviluppo,come quello degli elettrodomestici ed auto.
Nei settori privati,ultimo quello dell'informazione televisiva, lo Stato privilegia in particolare una o due aziende storiche,favorendo uno sviluppo monopolistico del settore auto,con la FIAT,per mezzo di stanziamenti a perdere del denaro pubblico.
La cultura religiosa rimane la cultura dello Stato italiano con la pratica dello studio della religione fino alle superiori.
Pochi i grandi cambiamenti di costume,come il divorzio,la contraccezione,il rifiuto del nucleare.
Lo Stato italiano è un concentrato di monopoli economici,ultimo quello dell'informazione,per volontà della politica clericale,da un lato e di quella comunista dall'altro,con l'obiettivo di controllare rigidamente ed univocamente la popolazione,garantendo un salario stabile,indipendente da altri fattori esterni.
Questa garanzia dei monopoli di stato e privati,a tutela del consenso ideologico,mantiene la popolazione italiana distaccata del resto dell'Europa,salvo le dovute eccezioni.
Il Liberismo italiano è quasi inesistente nel lungo periodo,i settori di maggiore sviluppo sono monopolizzati da aziende leader nel settore,con la tutela di provvedimenti di legge protezionistici nei loro confronti.
L'economia non del libero mercato,e neppure del primato dell'innovazione,trionfa in Italia,ma quell'economia di imitazione che viene diffusa con difficoltà per la paura di perdere il controllo sulla popolazione,quel controllo che avviene sulla base di barriere protettive e funzionali al privilegio di creare un solo centro di comando,quasi assoluto.
L'imitazione dello Stato clericale assoluto,quello del Vaticano, è un metro di paragone,per comprendere le tendenze dello sviluppo dello Stato Sociale italiano.
La libertà dei mercati come quella delle imprese è fortemente osteggiata dal centralismo Clericale che favorisce oltre ogni lecita Legge solo alcune imprese,favorendo monopoli privati.
La cultura del potere centralizzato e unico è fortemente perseguita a scapito di uno sviluppo più equilibrato e diffuso nel paese.
La centralizzazione dei poteri e delle produzioni, ritarda uno sviluppo economico e sociale italiano in diversi settori,con l'inasprirsi delle relazioni sociali e fenomeni eversivi da entrambi i ceti sociali, privati di una prospettiva di Libertà.
Il Liberismo in Italia viene più volte allontanato dalla vita politica come fautore di insidie e difficoltà incompatibili con la cultura del controllo gerarchico clericale,che nega in linea di principio la funzione ed il valore della scienza,per poi impadronirsene ed usarla strumentalmente per fini antidemocratici,in funzione di un potere assoluto sulla realtà economica e sociale.
Lo Stato Italiano clericale avversa in molti modi il liberismo,ma ciò non avviene mai apertamente e direttamente ma solo con sotterfugi e provvedimenti di legge  discriminatori e penalizzanti gli avversari del monopolo,oggi possiamo definirlo bipolo, come quello televisivo controllato per egemonia economica da un solo personaggio;Berlusconi con Mediaset.
La funzione Liberista di Berlusconi,con la sua iniziativa privata in politica,ha determinato la privatizzazione della Politica,come strumento per arricchirsi manipolando con chiacchere di propaganda pubblicitaria le politiche di Libertà e Giustizia sociale per la popolazione.
Il Liberismo nella versione attuale Italiana è diventato l'intervento,come organizzazione privata,tutelata nel marchio e nell'amministrazione,da parte di liberi imprenditori.
Lo stravolgimento delle regole e dei principi non è  avvenuto in nome della libertà di mercato o dell'impresa,ma solo del monopolio privato come strumento di controllo e garanzia del benessere di alcuni grandi centri economici.
La Libertà,in Italia è vista come il fuoco incontrollabile della innovazione scientifica,che definisce nuovi spazi di laicità e riduce l'assolutismo religioso e politico,quindi pericolosa per tutte le ideologie politiche compreso il clericalismo.
Ora e sempre . - X . Legio .- Italica d'Europa.

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