Democrazia e Religione.

Bo.26.2.14


 Democrazia e Religione.

In Italia dal dopoguerra ad oggi abbiamo vissuto una esperienza sociale e politica fuori dalle regole comuni a molti dei paesi Europei,nostri amici,Francia,Olanda,Belgio,Inghilterra ed altri.
Il Clericalismo "moderato" ha vinto nell'Italia del dopoguerra,instaurandosi al governo,a tutela della Liberà democratica e garanzia contro le ideologie totalitarie del comunismo e socialiste.
In poche parole una "via cristiana alla democrazia" fatta dalla Democrazia cristiana ,appunto come organizzazione politica,che manteneva invariati i principi di quella Chiesa cattolica di Stato che per oltre 50 anni aveva negato il riconoscimento e la partecipazione alla vita sociale e politica dello Stato Italiano,dal 1861 al 1921,con la discesa in campo di don Sturzo.
Nello Stato laico Italiano del dopoguerra,una politica religiosa coincideva con l'aiuto agli strati più arretrati della popolazione,i ceti più poveri.
Il fallimento della Nobiltà italiana del 900 deriva in gran parte dalla incapacità della maggior parte della nobiltà di svilupparsi secondo le leggi della scienza e della tecnica,quindi anche delle democrazia.
Nel secondo dopoguerra,l'avversione verso la nobiltà,dei ceti popolari è alta,ma ciò che fa crollare ed espellere la nobiltà è la scelta della Chiesa o Stato del vaticano di creare una appendice culturale politica che abbia una sua identità specifica politica: la Democrazia Cristiana,nella vita politica e sociale dell'Italia.
I principi conservatori della Repubblica di caratteristiche antiche,quella della Roma imperiale,sono ancora conservati nella nostra Costituzione,alla quale si è aggiunto un sistema elettorale diretto e proporzionale,come definizione di democrazia.
In realtà il principio Costituzionale è quello della Repubblica,per il quale,chi vince è il più forte e come tale ha diritto di cambiare le leggi che solo una forza preponderante può dare;il 70 % circa.
La seconda parte dipende dalla evoluzione dei partiti ideologici Comunisti-dittatoriali,subalterni per cultura e capacità alla DC;che dopo il 68,periodo nel quale si concludono in Europa le repressioni del regime Sovietico verso l'Ungheria,la Polonia e la Cecoslovacchia,si arriva dentro il PCI (Partito Comunista Italiano) ad una scelta diversa: definita come ,la "via democratica al socialismo".
Questa proposta politica termina dal 1989,crollo dei regimi socialisti,fino al 1992,crollo del sistema DC.
In realtà si sancisce il fallimento di due politiche condensate negli slogan del periodo:
1) La via cristiana alla Democrazia.
2) La via Democratica al socialismo.
3) Compare la via liberalista alla Democrazia,con Forza Italia,nel 1993-94.
La conclusione sintetica,odierna, è il fallimento delle tre esperienze politiche di governo della società moderna italiana,fondata sullo sviluppo della scienza e della tecnica frutto della libertà delle persone e della tutela e sovvenzione delle loro innovazioni.
Il principio assoluto del potere,di carattere Repubblicano,limitato e pregiudiziale non è stato scalfito.
Prima era propria della cultura della Roma Imperiale,dopo della Chiesa Cattolica Romana,di stampo schiavista,perchè propria degli schiavi di Roma,in particolare.
La religione cattolica è per i suoi meccanismi di affiliazione e per le regole un sistema assoluto di potere di controllo sugli adepti o affiliati,diretti da una gerarchia con potere assoluto del capo o Papa.
Lo Stato Italiano è prigioniero di un retaggio culturale passato:la Repubblica Romana prima e la Chiesa Cattolica di Stato (temporale) dopo.
Le leggi della Democrazia come leggi universali della natura,in primo luogo, vengono del tutto ignorate,considerate inesistenti,ed un'ostacolo allo sviluppo dei pochi ricchi e potenti.
Questo condanna la società italiana ad una arretratezza culturale e politica,che minaccia                   l' Europa,ovvero la creazione di insieme di culture diverse ed al tempo stesso con  aspetti comuni derivati dall'impero Romano,congiunto alla civiltà Celtica,sul cui sfondo si collocano le religioni,o religione.
In Italia esiste un rifiuto pregiudiziale delle forze politiche conservatrici,politiche ed anti politiche,a considerare la scienza e la natura come un fatto oggettivo,come condizione di esistenza della specie umana,che si fonda sulle Leggi universali eguali per tutti,così come lo sono le Leggi della democrazia nelle sue autonomie,ma dipendenti  tutti da quelle leggi al di sopra delle quali non esiste Legge arbitraria  o persona arbitraria,in grado di svolgere una funzione oggettiva per la società come lo è stata nel passato remoto la Repubblica.
La Democrazia è la definizione dei limiti della Repubblica,ma simultaneamente al limite definisce il confine che può e deve essere superato con lo sviluppo oggettivo,non con gli sprechi soggettivi e perversi.
Ora e sempre . - X - Legio Democratica . - Italica d'Europa.

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