Il Presidente, la Costituzione e l'Italia.

Bo. 15.4.13



Il Presidente,la Costituzione e l'Italia.

Le consultazioni dirette della rete, avviate da Grillo,antepongono le esigenze dei cittadini/e a quelle della politica delle consuetudini sancite dalla Costituzione.
Il Presidente è eletto dalle Camere a tutela dei principi Costituzionali.
Ma l'Italia ,intanto è ancora diretta da Monti,il burattino della cattedra,la Fornero ed altri,mentre le banche concedono crediti a tassi  sproporzionati,quasi ad usura perchè vogliono la garanzia assoluta di essere pagate.
Alle banche non interessa il rischio d'impresa,se lo accollano gli imprenditori.
Rischioso essere diventati schiavi del vil denaro da parte delle banche,perchè la banca privata è impresa rappresentativa di quella reale,e se non vuol più rappresentare sè stessa ma l'avidità e la funzione di stato,allora i conti non tornano nella libera società del capitale.
Ma tornando al Presidente; possiamo dire che :se le consultazioni della rete hanno il compito di scegliere la proposta per il movimento 5S la cosa è legittima.
Se invece hanno anche il compito di sancire l'elezione diretta del presidente allora la cosa diventa ambigua rispetto alla Costituzione della Repubblica Democratica.
Non vi è dubbio che vi saranno veti incrociati da parte dei due contendenti maggiori,il PD ed il PdL.
Come risulta vero che la simpatia del movimento và alle personalità che sono esterne al sistema politico,la cui capacità culturale e tecnica è stata dimostrata.
Il problema nasce dal fatto che la scelta diventa pubblica e peserà la simpatia dei cittadini.
Ma le incombenze ed i compiti istituzionali richiedono una conoscenza della realtà politico istituzionale che dovrebbe cambiare.
La scelta del Presidente,non giustifica la mancata definizione di un governo transitorio.
L'Italia è il paese d'Europa che ha avuto più governi in 60 anni di Repubblica e diversi di quelli sono durati solo alcuni mesi,ora si dice che è uno scandalo fare un governo provvisorio.
Ora vorrei sentire Berlusconi presentarsi come il preidente operaio e proporre 1 milione di posti di lavoro,come fece nel 94,quando la congiuntura stava per finire e la ripresa economica internazionale  consentiva uno sviluppo pilotato.
Oggi la gara è più dura,ma è ancora possibile se e solo se si fanno le riforme,l'Italia può recuperare un milione di posti occupazionali ed uno sviluppo industriale avanzato logicamente coerente con la conservazione della natura.
Ricordo un principio uguale per tutti,che i ricchi lo vogliano o no :che i più potenti lo vogliano o no.
La condizione di sopravvivenza per la specie è la conservazione di questa natura senza la quale,la nostra specie,come molte altre scomaparirebbe.
Gli scienziati lo possono dimostrare,l'avidità e la fretta di arricchirsi possono diventare controproducenti fino al punto di autodistruggere la condizione per l'esistenza della specie.
Fare l'imprenditore non è più una attività semplice,ma significa usare le ricchezze della natura con parsimonia ed accortezza,secondo dei criteri tecnici di recupero delle risorse.
Lo dico perchè a questo punto sarà necessario l'esercito,la marina e l'aviazione per ripristinare uno stato democratico libero da ricatti di qualsiasi natura che compromettano il ripristino del sistema naturale e colleghino ad esso uno sviluppo sostenibile.
I sogni di ricchezza smodata ,lasciamoli a uomini privi di valore progettuale che non si confrontano con la realtà se non quando vedono solo il proprio interesse.
Migliaia di anni governati sulla base dei principi della repubblica Romana,dove vince il più forte,hanno prodotto sempre e solo sconfitte,dopo un breve sogno di impero.
Quindi o cominciamo a far prevalere l'intelligenza razionale ed equilibrata :oppure anche questa volta saremo vittime degli eventi esterni,perchè troppo chiusi egocentricamente in noi stessi per vedere il pianeta cambiare.
Il paese Italia è allo sfascio, sulla base di un criterio che ha vinto da 20 anni,prima l'interesse privato dopo quello collettivo,nelle istituzioni,che per assurdo sarebbe come andare a casa di Berlusconi,privato cittadino e dirgli che a casa dei ricchi come lui e solo come lui vige il criterio prima collettivo e dopo il suo personale.
Questa è la frittata che ci hanno dato PD e PdL da vent'anni.
Il PdL a livello personale ed il PD a livello di organizzazione politica privatizzata.
Grillo ha quindi ragione di sbraitare irrazionalmente,e Casalegno di attegiarsi a guru della politica,benchè in realtà anche loro lo fanno per il fine personale di proprietà del movimento 5S,se si liberasse di questa proprietà Grillo sarebbe un leader politico a tutti gli effetti Democratico.

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