Ignoranza e stupidità.

Bologna   10/11/2012



IGNORANZA E STUPIDITA’ dell’Italia.

La cosa più semplice è definire l’ignoranza come il limite della nostra esperienza lavorativa;ma come è possibile definire il limite della nostra esperienza se non facciamo una esperienza diversa?
Ovviamente per chi si ferma un momento a riflettere sulle proprie esperienze.
Se invece devo descrivere cos’è la stupidità posso usare il criterio dell’ordine e del disordine.
Più una persona è disordinata nelle idee e nelle cose più diventa stupida:viceversa più le cose intorno a noi sono disordinate ed incoerenti più rischiamo di diventare stupidi;quindi facili strumenti condizionati da altri.
Se si applica questo criterio nel lavoro e nell’informazione,come nell’insegnamento,l’unico aspetto che si salva è il lavoro reale concreto se si vuole sopravvivere.
Esso è razionale ed organizzato,quindi intelligente e limitato;e deve rispettare le leggi della tecnica e della natura,coscientemente o no.
Forse chi dirige si è dimenticato di questo,che la società industriale è fondata sulla razionalità limitata.
Il sistema politico italiano è certamente disordinato nelle sue regole,non in linea di principio,perché il primo articolo della Costituzione trae il suo fondamento dal lavoro,inteso nel senso più ampio e profondo del termine.
Sappiamo tutti che il parlamento;Camera e Senato,deve lavorare per il bene comune dei cittadini,ma nessuno di loro arrivato a quei privilegi è disposto a rinunciarvi,anche solo in parte ,anche se sono iniqui ed irrazionali,rispetto alle altre Democrazie Europee,nessuno si vuol ripulire da ciò che non si merita.
Se aspettiamo che le attuali organizzazioni politiche italiane compiano il loro dovere,rispetto ai cittadini ed all’Europa,dubito che ne siano capaci presi come sono ognuno dal suo interesse personale o di piccolo gruppo.
L’obiettivo è dare all’Italia un sistema elettorale nazionale coerente nella rappresentatività diretta;ogni eletto deve rispondere ai propri elettori e se non lo fa si cerchi un altro lavoro.
Insieme alla rappresentatività vi è la funzionalità del sistema politico,che consiste  nella razionalizzazione del lavoro politico- economico.
La cosa non è difficile basta saper lavorare razionalmente,cosa di cui oggi ci possiamo indignare per lo spreco dei nostri soldi.
Questa è,nella maggior parte, una classe politica incolta che non capisce le conseguenze delle proprie azioni o del proprio immobilismo.
L’indignazione non può essere che un sentimento legittimo,anche la protesta,ma senza alcun obiettivo razionale per cambiare lo stato delle cose diventa una frustrazione.
Un sistema democratico governa il paese se e solo se la rappresentatività è diretta,come fa altrimenti ad avere un rapporto diretto con i cittadini ed a rappresentare le esigenze della popolazione e del territorio.
La situazione attuale è quindi asfittica ed  incoerente,disordinata.
Ripristinare un principio di razionalità rappresentativa numerica definita e limitata,meno parlamentari vuol dire meno politici, con nuove e rigorose regole che solo l’etica del lavoro,nel senso più ampio e profondo del termine, può dare. Questo diventa l’obiettivo fondamentale,e questo vale per i lavoratori come per gli imprenditori.
Ci sono molti modi di manifestare la propria opinione,o di cercare il consenso dei cittadini,che non siano confinati solo dentro la penisola italiana,almeno sarete indignati alla ricerca di soluzioni razionali e propositive,perché  la crisi è globale e le risorse del pianeta non sono infinite se permettiamo l’inquinamento dei terreni,senza soluzioni tecniche adeguate.
Lavorare è conoscere,sapere tecnico,logico razionale nelle sua sequenze,siate indignati organizzati e definite l’identità democratica del movimento in modo inequivocabile.
Il principio fondamentale è che non esiste lavoro senza libertà di pensiero;e viceversa.

                                                             M.M.S.

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