LO STATO ETICO NATURALE: PRINCIPI E LEGGI.

Bo. 22. 2. 17


                                       SPECIE UMANA =  SPECIE NEUTRALE
Saggio di Mauro Mezzetti Sforza edito Amazon Euro 1,99.

LO STATO ETICO NATURALE: PRINCIPI E LEGGI.

Nei secoli passati del periodo contemporaneo, cioè dal 1789  fino ad oggi, lo sviluppo degli Stati nazionali è il momento fondamentale della nascita della società contemporanea, intesa come comunità accresciuta nel numero, ma limitata negli spazi.
La crescita demografica è l'elemento conseguente alla conquista del pianeta che avviene in contemporanea alla rivoluzione scientifica,a cui seguono le rivoluzioni tecniche.
Lo Stato "liberale" diventa il principale protagonista di questa ultima espansione, pur conservando la nobiltà un ruolo doppio, sia di ostacolo che di promozione.
Lo Stato viene concepito come l'insieme di Leggi dentro le quali le organizzazioni sociali, economiche e politiche operano con l'intento di svilupparsi, sia internamente che esternamente fino al limite assoluto per la specie umana: il Pianeta.
Lo Stato diventa il soggetto artefice dello sviluppo delle società, sulla base di nuovi concetti naturali come base culturale omogenea scientifica: il sistema eliocentrico, con i nuovi meccanismi di metodo della ricerca della natura.
Il protagonismo dell'Europa avviene con il massimo della conflittualità interna per la supremazia di un singolo paese sopra  gli altri, sulla base di una cultura  ideologica, di superiorità del gruppo che la possiede.
I gruppi liberali, socialisti, fascisti, nazisti e comunisti, hanno come base la rinascita nazionale del loro paese con nuovi schemi sociali di partecipazione della popolazione; triplicata nel numero.
La crescita esponenziale della popolazione, dovuta a fattori tecnici innovativi di produzione, non è considerata dalle vecchie classi dirigenti, nobili ed aristocratici, come  un fattore degno di rilievo per le condizioni nel quale avviene.
La visualità circoscritta produce una reazione sociale radicale come le rivoluzioni sociali in svariate forme, Russia, India, Cina ed diversi paesi dell'Africa, ma anche Messico.
Nel XX° secolo, con il suffragio universale, prima maschile e dopo femminile si accompagna un ruolo dello Stato che deve provvedere alla alfabetizzazione della popolazione, sia in termini strumentali, educazione manipolata, sia in termini di classi dirigenti.
Lo Stato compare come lo strumento principe nella sua funzione di Regolatore della società, salvo negli stati religiosi dove mantiene un ruolo totalitario assoluto e distaccato dallo sviluppo scientifico e tecnico, come culturale, se non per uso limitato e manipolatorio, come in larga parte avviene in Italia, con la censura esplicita e nascosta.
Lo Stato diventa lo strumento principe, ma esso mostra i suoi limiti come ancorato ad un passato di classi sociali ristrette nel numero, operai, contadini, proprietari e commercianti.
La rappresentazione  proporzionale diventa il problema, per una corretta amministrazione.
Lo Stato laico deve quindi sviluppare un concetto di metodo oggettivo, come Principio in base al quale misurare la realtà:

lo si ricava dalla matematica è il " PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE" DELLE LEGGI E DEGLI ORGANISMI PREPOSTI, COSì COME DEL SISTEMA ELETTORALE  E DELLE  FUNZIONI DIVERSE E COMPLEMENTARI di Camera e Senato, e della coerenza dei delegati.
Lo Stato deve garantire a tutti la libertà per ogni persona, di parola, di stampa, quindi, non può essere soggetto a idee considerate superiori allo Stato stesso come le religioni pretendono di essere.
La libertà di religione è inalienabile,ma essa non ha diritto di intervento nella politica dello Stato.
La contraddizione italiana è appunto la funzione del dogma politico religioso come baluardo contro la dittatura del sistema comunista, che si afferma nel 1948; ma essa si configura come potere assoluto del controllo di uno Stato che diviene monopolio delle attività principali della società, come le comunicazioni, i servizi sociali, scuola istruzione, con una egemonia dogmatica, che riduce le posizioni politiche in destra, sinistra e centro, senza mai considerare il sistema democrazia il fatto fondamentale.
Risultato l'arretratezza sociale limitata da alcune grandi famiglie poco colte ed ambiziose a dismisura.
La comunità Italiana si trova privata della dialettica del confronto, perchè tutto viene vissuto come favorevole o contrario, in assoluto,senza sviluppare alcuna ricerca di libertà da incoerenze e incapacità, come lo sono i dogmi di qualsiasi natura, sia ideologici, sia tecnici, sia culturali ed ideali.
Lo Stato deve svolgere una funzione innovativa e regolatrice,che prima era appannaggio di un gruppo limitato senza regole, se non quella dell'interesse personalistico, strumento inadeguato prima ed anche ora per capire la realtà.


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