Plagio = Diritto Romano ed "Italicum".


Bo. 21. 1. 15





Plagio = Diritto romano ed "Italicum".

Il Plagio come concetto dell'antica Repubblica romana è definibile come:

Il termine plagio (dal latino plagium, 'sotterfugio') nel diritto romano stava ad indicare la vendita come schiavo di un uomo che si sapeva essere libero, oppure la sottrazione di uno schiavo altrui tramite la persuasione o la corruzione dello stesso.[1]
In senso più ampio, il crimen plagii, identificabile con il sequestro di persona di condizione sia libera che servile, era un crimen previsto dalle leges publicae, introdotto intorno al 90 a.C. dalla Lex Fabia de plagiariis, secondo la quale era punito a titolo di plagium chiunque avesse rapito un uomo libero, lo avesse ridotto in catene, venduto o comprato, oppure avesse indotto alla fuga uno schiavo altrui, lo avesse tenuto nascosto, oppure venduto o comprato. Di tale crimine rispondeva anche il semplice complice.
Il reato di plagio nell'antica Repubblica romana ha due versioni, la riduzione in schiavitù ed all'opposto la liberazione  di uno schiavo non riscattato secondo la Legge.
Nell'epoca contemporanea il Plagio consiste in modo più ampio della "privazione di libertà di scelta, dei principi come delle cose, delle Leggi come delle regole", perché ogni principio non esiste come unico ed assoluto, ma ne esistono due simultaneamente, che reciprocamente si definiscono tra loro.
Il termine plagio indica la riduzione all'ignoranza delle persone, per mezzo della quale condizionare riducendo in schiavitù culturale, ossia assenza di libertà consapevole, sia personale che collettiva.
Il secondo all'opposto è concedere la Libertà di scelta, senza Principi o Leggi che la definiscono, a persone in condizioni disagiate e private di una cultura minima indispensabile.
Lo abbiamo visto con le dittature ideologiche, socialiste ed all'opposto nazionaliste, in realtà nessuna delle due garantisce la libertà, ma riduce in schiavitù, senza libertà, la popolazione.
Così è la religione quando diventa principio politico, mentre non lo è a titolo personale come libertà di scelta tra religioni diverse.
A tal fine non dovrebbe esistere una religione di Stato o uno Stato della religione, in quanto forma totalitaria che priva di ogni libertà gli abitanti soggetti ad una minoranza religiosa, unica ed assoluta, senza opposizione, negata contro ogni diritto di libertà.
Il Plagio esiste quando le informazioni sulla realtà circostante sono distorte e negate fino al punto che  non esiste  una realtà opposta, antitetica o diversa.
Negare l'esistenza  e l'esigenza di una unità Europea in nome della lira è come privare della conoscenza e libertà di scelta gli abitanti italiani; in due modi, per discutere solo di soldi, pro e contro, senza mai discutere i sistemi democratici fondati sul Principio del lavoro razionale e sulle Leggi della natura e sociali eguali per tutti.
Si contrappone l'ideologismo o l'idealistica visione del futuro, tutto fuorché la libertà della conoscenza razionale della realtà sociale democratica degli altri paesi confinanti.
Questo è plagio della popolazione italiana, il rifiuto a vedere la realtà esterna al nostro paese, visto come un male aprioristicamente, pregiudizialmente, per mantenere la stabilità di una corruzione legislativa  che plagia  una parte consistente della popolazione e della magistratura, proprio da parte di coloro che più alzano la voce per condannarla, secondo la morale cristiana, ma che il giorno dopo perdona o cancella, per riscuotere le ammende.
L'Ipocrisia falsa e contraddittoria è uno strumento del plagio, come il falso di bilancio ed altro, è considerato una pratica normale, rispetto alle Leggi.
Il plagiare le persone con le informazioni in parte false, che stravolgono il senso della realtà dei fatti, è così si condiziona pure la Magistratura nelle sue funzioni e la si devia da una razionalità comune eguale per tutti.
Plagio come manipolazione diretta ed indiretta delle cose e persone, tale da indurre in errore, privando le persone della realtà razionale, quindi di una libertà di scelta.
Plagio è falsificare un bilancio, sia privato che pubblico.
Plagio è definire falsamente il lavoro pubblico diverso da quello privato, la razionalità è identica ed eguale per tutti.
Plagio è negare l'esistenza di Principi diversi  tra loro e complementari.
Plagio è definire in un solo modo, come simbolo, la Democrazia, senza i Principi di base.
Plagio è negare la storia passata personale e collettiva.
Plagio è negare l'esistenza della razionalità logica e dimostrabile, con le  parole, con i numeri e con i fatti.
Plagio è rimanere fermi senza confrontarsi con gli altri diversi per idee.( la stabilità politica)
Plagio è negare l'esistenza delle Leggi della natura come Leggi sociali, eguali per tutti ed al di sopra di tutti .
Plagio è definire il cambiamento delle Leggi come Riforma, quando sono uno stravolgimento delle regole e dei Principi della Democrazia annullando la divisione dei poteri con l'eliminazione del Senato.
Plagio è definire la Costituzione Italiana come Democratica, dopo aver stabilito che il principio della contraddizione vince sempre per mezzo delle eccezioni d'urgenza contro i Principi Democratici, che i politici moderati impongono.
Plagio è negare la realtà, passata e presente, per affermare una idea astratta nel suo Principio.
Il reato di Plagio esiste, anche se la Costituzione dogmatica lo nega, perchè in quanto dogma assoluto,diventa simbolo astratto e vano, come il concetto di lavoro, simbolico, senza la Libertà e la razionalità limitata, nega la libertà di scelta.
Il Plagio è il dogma in ogni sua forma, che sia politico, religioso, culturale o scientifico come Modello parziale, quando non corrisponde alla descrizione fondamentale della realtà.
Ora e sempre --Xma--Legio--Italiana--Democratica--d'Europa-

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