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Visualizzazione dei post da Luglio, 2014

Il principio della Teocrazia e della Ideologia.

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Bo.  31.7.14
Il principio della Teocrazia e della Ideologia.

La teocrazia: intesa come "potere divino", o sistema di idee e regole, viene usato dall'organizzazione religiosa "gerarchica" , in minima parte fondato sugli aspetti concreti dei costumi sociali antecedenti ad esso.
L'ideologia: come sistema di idee ed ideale, sulla base delle quali si ottiene la visione, o immagine, di una società futura, è fondata in minima parte sulle consuetudini legislative e di costume, della società precedente, che una sola organizzazione politico- " gerarchica" controlla.
Le ideologie sono quindi un prodotto della cultura contemporanea che definisce i limiti assoluti, privi quindi di riferimenti relativi, come totalitari ed indiscutibili nel loro dogmatismo.
La medesima condizione sussiste per il "potere divino" conferito ad una religione, sia essa Cristiana, Mussulmana, o Ebrea.
Abbiamo quindi un insieme di culture diversificate nei modi, la religione ha com…

Teocrazia ed ideologia, in Italia.

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Bo. 30.7.14
Teocrazia ed ideologia, in Italia.

La valutazione della loro influenza dipende dalla definizione che diamo dei 2 termini, posso usare questi criteri.
1) Teocrazia: forma di governo politico su base religiosa: letteralmente del "potere divino", quindi ideale, esercitato per mezzo dei sacramenti, come investitura di una divinizzazione degli aderenti o adepti, che fino al 1984, in Italia, era religione di Stato, quindi obbligatoria nell'educazione.
2) Ideologia; con il significato di "scienza delle idee e delle sensazioni" diventa una idealizzazione dei soggetti sociali che si riconoscono in un sistema ideale di società.
La idealizzazione, o sistema di idee, più o meno coerenti tra loro, è la base dell'organizzazione politica.
Abbiamo come risultato che la Teocrazia e l'Ideologia, sono entrambe un sistema di Idee, la prima, la Teocrazia, è un sistema che inizia da Dio, come entità assoluta,che i Cristiani Cattolici  definiscono per mezzo del Figlio, …

La Teocrazia del Vaticano o Stato della chiesa italiana cristiana e cattolica romana.

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Bo. 29.7.14
La Teocrazia del vaticano o Stato della chiesa italiana cristiana e cattolica romana.

Il titolo è prolisso, veniamo quindi alla definizione del significato di teocrazia come " potere divino" o potere di Dio, che avviene attraverso l'osservanza delle Leggi di Dio consegnate a Mosè, ed applicate come Leggi di Stato civili o sociali.
Le leggi di Dio, riassumibili nei 10  comandamenti, secondo la Chiesa Romana, sono più ampie per gli ebrei ed i maomettani, perchè a tutti gli effetti la Chiesa di Roma privilegia le parole del figlio di Dio a discapito delle Leggi stesse del "Padre", in quanto il figlio propaganda il perdono per i poveri di spirito,.
La Teocrazia italiana compie un passaggio del tutto nuovo, con la divinizzazione, per mezzo dei sacramenti, del popolo cristianizzato, o che entra a far parte della religione cristiana-cattolica.
Nel caso, il " potere divino" viene trasferito, ovviamente in parte, alla gente comune per mezzo dei sacramen…

La Repubblica "teocratica" Italiana.6°.

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Bo.  28.7.14
La Repubblica "teocratica " Italiana. 6°.

La prolissità degli articoli  della Costituzione, dal 13 al 18, lascia aperte molte possibili bivalenze illegittime, come ad esempio l'art. 13, cito:
La libertà personale è inviolabile.
Ed al termine, dopo 2 righe ambiguamente definite dice:né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
I modi previsti dalla Legge esistono solo per violazione della Legge, quindi inutile ripetizione o volontà di usare Leggi restrittive, in casi non chiari, fatte appositamente.

Gli articoli della Costituzione 19 E 20 tutelano in modo indiretto la religione Cattolica, in quanto la definizione di" riti contrari al buon costume"lascia supporre che essi siano quelli della religione di Stato, in vigore nel 1948.
L'art. 20 Il carattere ecclesiastic…

LA Repubblica "teocratica" Italiana. 5°.

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Bo. 27.7.14
La Repubblica "teocratica" italiana. 5°.
La teocrazia è quella forma di governo, in cui il potere politico è stabilito su base religiosa.
La definizione è semplice, e deve essere usata per interpretare e comparare le varie Costituzioni Democratiche dei Paesi Europei.
In Italia la sede religiosa è riconosciuta come Stato del Vaticano, autonomo ed indipendente politicamente, nella quale si definiscono le strategie politiche della religione Cattolica Cristiana di Roma, effettuate dal Papa e dalla Curia Vescovile, come centro del Cristianesimo Cattolico, nel mondo.
Questo Stato è uno Stato Religioso semplice ed unico, ed in quanto Stato Politico, autonomo ed amministrato secondo regole assolute sue, su finanziamento, in gran parte, dello Stato Italiano.
Ecco la contraddizione materiale.
La Chiesa Cattolica Cristiana è riconosciuta come Chiesa di Stato dal 1946, quindi la religione nelle scuole diventa obbligatoria, con quello che ne consegue, fino al 1984, con la revisione …

La Repubblica "teocratica" Italiana. 4°.

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Bo.  25.7.14
La Repubblica "teocratica" italiana.4°.
L'articolo 8 della Costituzione dice:
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
 Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
Non esiste un principio dello Stato laico di Diritto che stabilisce i confini tra le due attività, sancito dalla Costituzione Italiana, Repubblicana e democratica, solo per facciata o a parole.
In realtà nei Patti Lateranensi del 1929, tra Mussolini e Pio XI, si riconosce l'alta ambizione della Chiesa Romana nel Mondo, superiore di fatto agli interessi del Paese Italia.
L'unicità della religione di Stato come Chiesa Cattolica Romana.
Il territorio del Vaticano è a cura del Governo Italiano.
La religione di Stato assume il ruolo di "supremo ente spirituale della…

La Repubblica "teocratica" italiana. 3°.

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Bo.24.7.14
La Repubblica "teocratica" Italiana. 3°.

I primi articoli della Costituzione sono una dichiarazione della fedeltà alla gerarchia teocratica come rappresentazione del potere divino.
In Italia l'identificazione tra capi religiosi e capi politici avviene sotto forma di una organizzazione Politica di matrice Religiosa, col simbolo di Democrazia Cristiana, che salvaguarda il sistema elettorale proporzionale, diretto e sulla base delle "preferenze" come sistema di scelta vincolato all'organizzazione ed il suo Capo.
La teocrazia della DC, deve comunque soddisfare i requisiti posti dagli alleati vincitori del regime fascista, quindi USA ed GB, hanno notevole influenza iniziale, che viene sminuita dal socialisti e comunisti delle formazioni partigiane.
Le teocrazia è intesa come una forma di governo antitetica alla Democrazia che fonda la legittimità del potere politico sulla Chiesa di Roma come autorità suprema, per valore morale e spirituale, non quindi sull…

La Repubblica teocratica italiana.2°

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Bo. 22.7.14
La Repubblica teocratica italiana.2°

Nel primo articolo della Costituzione Italiana, cito testualmente:  l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Il principio è assoluto, con la Democrazia con la D minuscola, privando la parola di pari valore rispetto alla Repubblica; a conclusione di una affermazione non relativa, il lavoro in senso e valore assoluto,  quindi non relativo alla nostra epoca, come lavoro razionale sviluppato nella libertà di pensiero.
Quindi il primo principio Costituzionale Italiano è assolutistico, privo di qualsiasi riferimento reale, quindi valido per ogni cosa e l'opposto di essa, il lavoro può essere considerato al limite come "lavoro divino", di Dio, quindi indiscutibile, perché Gesù Cristo non pare abbia mai fatto del lavoro un idea centrale del suo discorso in modo costante nelle sue prediche. 
Il secondo articolo della Costituzione è ancora più ambiguo; cito testualmente:

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti…

La Repubblica Italiana è teocratica.

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Bo. 21.7.14

La Repubblica Italiana è teocratica. 1°

Dalla fine del dopoguerra, con il referendum tra Monarchia e Repubblica, i Cristiano-Cattolici italiani sono coloro che, con il loro peso e numero, per la prima volta nella Storia dell'Italia Unita, hanno partecipato direttamente alla vita politica del paese, nella forma organizzativa politica della Democrazia Cristiana, ed hanno determinato la vittoria della Repubblica sulla Monarchia.
La loro organizzazione è stata decisiva per la vittoria della Repubblica, quanto lungimirante è stata la scelta del Papato di Pio XII, con la conquista di una direzione teocratica dello Stato Italiano, seppur contrastata dalle ideologie comunista e socialista, minoritarie, ma divenuta di fatto, con l'estromissione della Monarchia, l'unica garanzia stabile contro il sovversivismo ideologico.
Sulla base del concetto dei valori soprannaturali, la società formata da tutti i Cristiani-Cattolici, uniti sotto la sovranità spirituale del Papa, si pres…

Europa: la fine del ciclo economico. 5°.

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Bo. 19.7.14
Europa: la fine del ciclo economico.5°-
Quando si dice che le ruote girano a vuoto, significa che non si avanza, così è la prospettiva politica, quando parla di ripresa dei consumi e dello sviluppo o crescita economica.
Semmai, paradossalmente per lo sviluppo è necessario un calo dei consumi energetici nocivi per la natura, come il petrolio, perchè i limiti della natura, come lo strato di protezione dell'ozono si vanno lentamente consumando, ed esso è, per dirla in parole povere, il sistema principale di protezione della nostra natura e nostro.
Sembra che sia impossibile, ma è necessario vedere lo sviluppo come una diminuzione dei consumi, visto la percentuale degli obesi penso sia fattibile, come sia possibile ridurre l'uso delle auto nei periodi estivi, tutte le volte che è possibile.
Considero la nostra civiltà come una forma primitiva della conoscenza della natura come sistema, dove il fascino e la seduzione, organizzata e condivisa, sono diventati come un cemento r…

Europa: la fine del ciclo economico.4°.

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Bo. 17.7.14
Europa: la fine del ciclo economico.4°

Dalla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, l'Europa è uscita distrutta, con oltre 60 milioni di morti ed interi paesi devastati.
Il sentimento, o esigenza profonda di una pace duratura ha pervaso l'Europa, ed in nome di questa esigenza si sono accantonati molti problemi.
La Pace intesa non come trattato, ma come estrema ratio contro le assurdità dei regimi Europei, tranne l'Inghilterra con salde radici democratiche, non è stata voluta, ma conquistata dai vincitori 
Democratici, dalle Democrazie dell'America del Nord,, USA e Canada, ed Australia, il grande impero  "Democratico"  degli inglesi e francesi.
Quindi i vinti si sono dovuti arrangiare nella ricostruzione dei loro paesi, con l'aiuto degli Americani con il Piano Marshall del 1948.
La cultura totalitaria di Italia e Germania usciva quasi indenne, anzi, in Italia, peggiorata per certi aspetti di censura culturale e politica, perchè improntata sulla…

Europa: la fine del ciclo economico.3°-

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Bo. 15.7.14
Europa: la fine del ciclo economico. 3°-
 La crisi economica attuale, che perdura da oltre un decennio, ha il suo inizio con la caduta dei regimi del "Socialismo Reale".
Passato il periodo di euforia dei paesi democratici, per lo scampato pericolo delle armi nucleari; tranne l'Italia, stretta nella morsa della doppia crisi del Clericalismo religioso, "moderato", improntato sulla corruzione economica, e del PCI, come rappresentazione del socialismo, quindi improntato sulla falsità ideologica.
La doppia crisi italiana ha avuto uni sviluppo conservatore, già descritto nel Gattopardo, di T. Da Lampedusa, per il camaleontismo di facciata, con il quale si sono trasformate e divise le sigle politiche, prima tre, dopo 5 o 6, nel panorama politico, ma immancabilmente quasi tutti gli stessi personaggi, la cultura ed il mondo industriale non hanno  sollevato problemi etici,né di Principio.
La crisi economica deriva il suo aspetto principale dal fatto che molte tecn…

Europa: la fine del ciclo economico. 2°

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Bo. 21.7.14
Europa: la fine del ciclo economico. 2°

Il carattere della crisi economica, che diventa, per effetto, anche sociale e politica si potrebbe riassumere in 4 aspetti fondamentali dal punto di vista tecnico economico.
Per l'agricoltura:
1) La riduzione delle aree coltivabili ed utili per l'allevamento, per 2 motivi,l'espansione demografica e l'estensione delle arre abitabili, con l'uso della cementificazione.
2) La crisi di depauperamento dei terreni per cause industriali, come Cernobyl e Seveso, e discariche abusive e criminali, come per l'uso di pesticidi, costante sui terreni.
Per l'industria:
1) Maggiori sono gli impianti di produzione, ad es. auto, maggiori sono i costi ed i tempi di innovazione del prodotto e del processo, come maggiori sono gli scarti irrecuperabili, ed i rifiuti.
2) L'Europa ha fondato il suo sviluppo sul Welfare, nelle altre parti del pianeta, il concetto di socialità, come viene inteso in Europa, non esiste, per cui i prezzi o…

Europa: la fine del ciclo economico.

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Bo. 13.7.14
Europa: la fine del ciclo economico.

Per quanto, i politici,  vogliano far credere in una ripresa economica, l'idea risulta illusoria senza le innovazioni tecniche necessarie, alle grandi medie e piccole imprese, sia agricole che industriali.
La definizione di fine ciclo per l'Europa, ed USA, ha un significato preciso, ed esso è la conclusione della teoria dell'elettromagnetismo, come unico centro della materia.
Posta la condizione che molte delle aree arretrate del pianeta continuano a svilupparsi, con una sovra produzione a costi irrisori, senza caratteristiche sociali, ma gran parte delle popolazioni sono alla mercede del denaro immediato, senza futuro di lunga durata, creando problemi sociali enormi, anche di emigrazione.
La crisi, è crisi del paradigma scientifico, oltre il quale non si procede, come disse Feynman nel 1960," pare che la Fisica abbia imboccato un vicolo cieco dal quale non riesce ad uscire", parole ancora oggi valide, che il virtuale n…

Le spese politiche della Repubblica Italiana.

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Bo. 12.7.14
Le spese politiche della Repubblica Italiana.

Premesso che la Repubblica non è la Democrazia, perchè chi comanda, sopra i doveri ed i diritti, sono le gerarchie economiche, sociali e culturali, con l'affermazione di valori e metodi estranei alla Democrazia, come Berlusconi ed Agnelli con i loro monopoli economici e la Chiesa di Stato o lo Stato della Chiesa come organizzazione laica finalizzata al guadagno o profitto.
La Repubblica gerarchica è il risultato della incapacità di affrontare la crisi politica del 1990-92, con la caduta dei regimi socialisti e la caduta del sistema clericale italiano, entrambi per corruzione, sia politica che economica del sistema, entrambi di carattere ideologico.
Se con la prima Repubblica, il carattere Democratico era parziale e limitato, per mezzo delle preferenze, limitate; ora siamo nel caos totale, dove il dirigismo prevale nella figura del leader "risolutore" dei problemi, stile berlusconiano, senza soldi.
Il Dirigismo è legitt…

Democrazia: agnostica o ideologica?

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Bo. 9.6.14
 Parte 1ma.  Democrazia: agnostica o ideologica?

Se diventa necessario un chiarimento di principio e dei termini usati, per il significato compiuto della frase, posso iniziare dal termine, Democrazia: essa designa il Sistema di Governo- autogoverno, eletto direttamente, da tutti gli abitanti, donne ed uomini,  per libera scelta dei dirigenti, limitata nei tempi che sono determinati, e per la proporzionalità adeguata, necessaria su base razionale dei compiti da svolgere, per l'interesse collettivo, sulla base dei Principi del Lavoro e Libertà.
Il termine Ideologico, il cui significato iniziale è del 1796 ed è definita come scienza delle idee e delle sensazioni, quindi limitata e dipendente dal gruppo sociale che la usa:
Le sensazioni, collettive, in questo caso sono derivate dalle condizioni di vita particolari, quindi influenzate dalla diversità dei bisogni, ne deriva che il principio della sensazione non è oggettivo = per tutti, quindi non scientifico.
Il termine agnostico …

Lavoro - Legge - Democrazia e l'Italia.

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Bo. 8.6.14
Lavoro - Legge - Democrazia e l'Italia.

Esiste chiara ed evidente la relazione tra il Lavoro, la Legge e la Democrazia, che solo in Italia viene negata, rifiutata, rinnegata, tradita e vituperata dal sistema politico contro gli stessi funzionari dello Stato che non è più lo Stato dei Diritti- Doveri verso la Legge eguale per tutti, come è vero che tutti coloro che svolgono delle "cosiddette" mansioni, svolgono un lavoro.
La Legge ed il lavoro, nei loro principi, come attività libera e razionale, indissociabili tra loro,
sono il fondamento della società e comunità perchè uguali per tutti, quindi nel rispetto di tutti.
L'immunità dei politici è il principio mistificatore che enunciato e fatto diventare una regola pregiudiziale, inficia e contraddice il valore fondante della società, Lavoro e Legge, che trovano una loro rappresentazione diretta nell'elezione diretta e per libera scelta dei Deputati a svolgere il lavoro per la collettività.
Che lo si voglia o no…

La Democrazia ed i valori di Dignità ed onestà, come opposti.

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Bo. 7.6.14
La Democrazia ed i valori di Dignità ed onestà, come opposti..

Quando si afferma che la politica e la religione sono due sistemi culturali ed organizzativi diversi, la cosa sembra chiara per principio e per affermazione, ma, quando andiamo a confrontare i discorsi dei politici con quelli religiosi, in Italia, la diversità  di Principio e delle regole  o Leggi scompare.
Vediamo il Papa che parla di Dignità; come Renzi, c'é da chiedersi cosa sia la Dignità, ed ecco una spiegazione universale, quindi non italiana solamente, anzi quella versione italiana è da vedere con attenzione.
Dignità significa: si riferisce al sentimento del considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità, e la conservazione di essa.
La dignità per la Chiesa cristiano cattolica, deriva dal fatto che ogni uomo è il riflesso dell'immagine di Dio, svalutando in tal modo ogni altra cosa, e la natura.
Per natura l'uomo, ovvero la specie umana possiede qualità intrinseche che deve …

Dignità ed onestà,il Papa e Renzi.

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Bo. 6.6. 14

Dignità ed onestà, il Papa e Renzi.

Quando si afferma che la politica e la religione sono due sistemi culturali ed organizzativi diversi, la cosa sembra chiara per principio e per affermazione, ma, quando andiamo a confrontare i discorsi dei politici con quelli religiosi, in Italia, la diversità  di Principio e delle regole  o Leggi scompare.
Vediamo il Papa che parla di Dignità; come Renzi, c'é da chiedersi cosa sia la Dignità, ed ecco una spiegazione universale, quindi non italiana solamente, anzi quella versione italiana è da vedere con attenzione.
Dignità significa: si riferisce al sentimento del considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità, e la conservazione di essa.
La dignità per la Chiesa cristiano cattolica, deriva dal fatto che ogni uomo è il riflesso dell'immagine di Dio, svalutando in tal modo ogni altra cosa, e la natura.
Per natura l'uomo, ovvero la specie umana possiede qualità intrinseche che deve difendere, quindi difender…

Il modello ed il virtuale, antivirus.

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Bo. 5.6.14
Il Modello ed il virtuale: antivirus.
Lo storico ha il dovere di mettere in relazione il presente con il passato, interrogando gli avvenimenti, non le televisioni che rappresentano solo la parte degli avvenimenti.
Gli storici Francesi ed Inglesi dispongono di uno sviluppo culturale libero fondato sulla comparazione delle esperienze, che ha permesso la definizione di un metodo storico improntato all'uso della scienza, come ricerca causale.
I termini che definiscono la realtà quotidiana, soprattutto quelli tecnici, oggi, hanno significati diversi dalla loro origine, che indicava una relazione specifica.
Oggi si usa molto il termine, Riforma, in politica e Modello nella cultura, con il preciso intento di stravolgere i loro significati.
Vediamo come:
1) Il Modello; matematico, Fisico e tecnico, definisce una serie di operazioni limitate, strettamente ad una specifica esperienza, o serie di esperienze.
Ne consegue che il "Modello" è un filtro con il quale vediamo e ragioni…

Leggi reali e Principi virtuali.

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Bo. 4.7.14

Leggi reali e Principi virtuali.

Paradossalmente le Leggi sono reali, ma in Italia, l'uso dei decreti Leggi diventa irreale = falso rispetto alle Leggi ed i Principi virtuali, di Legge.
Il comportamento irrazionale ed asfittico, virtuale fino al paradosso, dei nostri politici pone seri problemi al paese, all'Italia ed all'Europa.
Le ragioni di questo comportamento asfittico ed obsoleto, fondato sul principio di contraddizione, appartiene in ultima e prima analisi alla formazione storica dei dirigenti attuali dell'Italia; i clericali.
I Clericali Italiani, sono più reazionari e conservatori dei Nobili e della Monarchia Costituzionale, esistente fino al 1946, abolita per referendum, vista la incoerenza, inettitudine ed inadeguatezza, dopo la realizzazione dell'Unità d'Italia fatta da Garibaldi e Vittorio Emanuele 3°.
La Chiesa Cattolica, come Stato Pontificio, ha rifiutato per circa 60 anni l'unità d'Italia,isolandosi, chiedendo a tutti i praticanti …

Legge = per tutti = superiore a tutti.

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Bo. 1.7.14
Legge = per tutti = superiore a tutti.

Le leggi della natura non sono fatte di eccezioni, ma di limiti opposti ed inversi.
Le leggi dello Stato, se sono uguali per tutti, definite dalla Costituzione Democratica, non Repubblicana, sono i Principi dei Limiti dentro i quali vivono tutti .
Le Leggi della natura sembrano e sono inflessibili, le applichiamo tutti i  giorni inconsapevolmente, senza difficoltà, come la circolazione delle macchine basata sulla regola doppia destra-sinistra.
Chi non vuole applicare le leggi uguali per tutti sono: le ideologie, socialista, cattolica, liberista ed altre, insieme ad esse coloro che, con il beneplacito delle ideologie si sono costruiti dei monopoli economici, la Fiat, Mediaset, Eni ed altri, ricevendo cospicue somme di incentivo, con  i soldi dei contribuenti.
La religiosità dei politici si antepone dispoticamente alle Leggi razionali della Natura e della Democrazia, la cui finalità è un equilibrio tra gli stati sociali fondati sul massimo-min…