I PRINCIPI DEMOCRATICI E LA REPUBBLICA.

Bo. 22. 9. 15
I Principi Democratici e la Repubblica.

Nella storia delle civiltà è più facile trovare sistemi di Repubbliche che Democratici.

La Repubblica nei suoi principi ristretti è riduttiva in quanto consente la concentrazione dei poteri ad una persona sola, avendo comunque un Senato in contrapposizione, come rappresentazione degli interessi collettivi estesi a tutte le classi sociali.
La Repubblica si fonda sulla base di figure forti del potere, esecutivo e legislativo, al di sopra della Legge eguale per tutti, fautori della Legge, per mezzo della cultura "Gerarchica", l'autorità del più forte, all'opposto della razionalità eguale per tutti, e valida per tutti, come Democratica.
La Repubblica per principio è fondata sui poteri assoluti limitati, al limite intesa come Monarchia Costituzionale, che controlla l'economia e la politica, e la cultura.

 In Europa la disputa tra potere temporale assoluto dei nobili nella figura del RE e la Chiesa con il potere temporale assoluto del Papa, è rimasto un dualismo tuttora esistente, che la Chiesa cattolica in Europa vieta di affrontare, e L'Inghilterra, ha giusta ragione, per principio, nega questa autorità idealistica religiosa, come ragione fondante la società, sia essa Repubblicana e Democratica e nel loro insieme.
Ora la superiorità della Democrazia per i Principi deve essere chiara, in Italia, dove le ideologie; cattolica e comunista lo hanno vietato, e tuttora, la farsa del PD le nega,ma  il PD rimane un teatro organizzativo del consenso assoluto, ma privo di fondamento che non sia la rendita di posizione delle ideologie, con la doppia identica mansione legislativa delle due camere, Deputati e Senato.
La Democrazia si fonda su tre Principi simultaneamente:
1) La Legge eguale ed al di sopra di tutti i poteri e le autorità, sia economiche che politiche.
2) Il divieto all'esistenza di poteri assoluti limitati, in politica con le ideologie, nell'economia con i monopoli, nella cultura con i dogmi, sia religioso che scientifico come Modello, e nella tecnica come privilegio assoluto discriminante altre soluzioni inventive.
3) La divisione dei poteri; esecutivo, legislativo e giudiziario, posto il Principio di Legge eguale per tutti, hanno sedi ed organizzazioni diverse tra loro.
L'esecutivo è il Governo, con Primo Ministro e con assemblea deliberante, la Camera, di proposte di Legge; il potere Legislativo decisionale è affidato al Senato ed il potere giudiziario alla Magistratura.
La Costituzione Democratica ha come principi:
A) Eguaglianza e proporzionalità diretta, delle Leggi  e degli Organismi.
B) Libertà ed equilibrio delle ricchezze limitata a tutti e per tutti, Stato e Società.
C)Divieto assoluto di poteri unici ed assoluti concentrati nelle mani di una sola persona, sia nel settore pubblico che in quello privato, con limite al 32% del singolo settore.
1) La Libertà è la condizione eguale per tutti.
2) Le Leggi sono le regole eguali per tutti.
3) Eguaglianza e proporzionalità:  sono i criteri complementari ed indissociabili, non esiste             l'uno senza l'altro.      
La Libertà eguale per tutti non esclude che vi siano libertà a diversi livelli, ma solo il primo ed il più elementare è eguale per tutti: la libera scelta tra due o più possibilità, di delegati al lavoro politico.
Le Leggi eguali per tutti sono le regole elementari sulla base delle quali possiamo vivere tutti insieme nel rispetto eguale per tutti, per mezzo delle regole coerenti.
La Democrazia si ottiene solo con la conoscenza e la consapevolezza dei Principi e delle Leggi che vietano, limitano ed estromettono dalla Repubblica i poteri assoluti superiori alle Leggi del Diritto-Dovere della società allo sviluppo razionale ed equilibrato; diventando in tal modo una Democrazia Repubblicana.
Esempio, l'esclusione di tutte le ideologie- ideali politiche e religiose, come parziali ed pregiudiziali verso le altre classi sociali, o coloro che le pensano diversamente.
La libertà di religione è solo un fatto personale e di libera associazione sociale, non ha prerogativa politica, neppure come impegno personale in politica, così come le associazioni sociali ideologiche.
La politica Democratica e Repubblicana esclude le religioni come base del sapere, in quanto forma associativa con finalità private.
L'opposto di quello che accade oggi in Italia dove il clericalismo ha potere assoluto e relativo, negando la realtà dinamica della società, la opprime con tasse discriminanti e vessatorie per il mondo del lavoro, imprenditori e lavoratori, oppressi da ideologie che sono lo strumento di malversazione e discriminazione verso la razionalità intelligente per risolvere i problemi in libertà.
Ciò che più è intollerabile, per le ideologie, clericalismo e comunismo,  è la libertà dell'intelligenza razionale non controllata dalle ideologie assolute della Chiesa e della Politica, per mezzo dei dogmi, ma così facendo non esiste libertà di inventare, nè costoro vogliono riconoscere alla Libertà il merito che le spetta per la risoluzione dei problemi.
Il Principio che lo Stato detiene la prerogativa di scelta per il bene della comunità è trasformato in una organizzazione per il controllo della società e del suo sviluppo, dalla quale trarre i maggiori privilegi pregiudiziali per il controllo.
Il risultato è l'arretratezza dell'Italia nella cultura e nelle relazioni sociali, riduttive e miopi come lo sono le ideologie strumentali rispetto all'interesse della comunità italiana, verso l'Europa e non solo.
Ora e sempre.  Xma--Legio --Italiana--Democratica --d'Europa.

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