Il debito, i conti pubblici e Renzi.

Bo. 27. 10. 14
Il debito, i conti pubblici e Renzi.

La situazione economica italiana è critica, lo sappiamo tutti, visto che le aziende continuano a chiudere ed aumentano i disoccupati, quando lo Stato Italiano non esercita alcuna funzione promotrice, ma solo opere di scarsa manutenzione nelle città, quasi tutte come si vede dopo i disastri.
Il debito aumenta sempre in modo maggiore rispetto ad altri ed i nostri politici  considerano la cosa normale per il concetto di stabilità, equivalente a ritenere tutti i meccanismi economici del prelievo, attuali ed antichi quanto il fascismo, degli strumenti stabili.
Le banche sembrano solide, ma i paesi sono declassati per insufficienza, come contraddizione che viene scaricata sulla collettività sociale dell'Europa.
Gli stessi meccanismi che hanno portato alla seconda guerra mondiale, le classi dirigenti, che incapaci di vedere e cercare prospettive scaricano le loro responsabilità sulle popolazioni, salvo il fatto che oltre essere raddoppiati di numero ci sono meccanismi sociali di difesa solidi, in tutti  i paesi dell'Europa centrale, tranne  che in Italia.
Ecco perché compare la politica della beneficenza di Renzi e Grillo, entrambe con i soldi degli italiani, fatte con l'autolimitazione una e la distribuzione preferenziale l'altra.
I criteri sono controproducenti perchè non sviluppano alcun investimento e sono mangiati dall'aumento dei prezzi e delle tasse, perchè con una mano te li dono e con l'altra li prelevano, il gioco delle tre carte e cartoline: Renzi e Grillo quelle false e Berlusconi quella vera che distribuisce gratis soldi a vallette ambigue ed incompetenti.
Dire che l'Italia sta diventando un paese grottesco e senza etica né morale, per responsabilità della cultura religiosa e dell'ideologia di diversa natura significa fare i conti con la realtà economica dello sviluppo del paese e della società italiana.
Ora e sempre.-X- Legio Democratica Italiana--d'Europa.

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