La Repubblica "teocratica" italiana. 3°.

Bo.24.7.14
La Repubblica "teocratica" Italiana. 3°.

I primi articoli della Costituzione sono una dichiarazione della fedeltà alla gerarchia teocratica come rappresentazione del potere divino.
In Italia l'identificazione tra capi religiosi e capi politici avviene sotto forma di una organizzazione Politica di matrice Religiosa, col simbolo di Democrazia Cristiana, che salvaguarda il sistema elettorale proporzionale, diretto e sulla base delle "preferenze" come sistema di scelta vincolato all'organizzazione ed il suo Capo.
La teocrazia della DC, deve comunque soddisfare i requisiti posti dagli alleati vincitori del regime fascista, quindi USA ed GB, hanno notevole influenza iniziale, che viene sminuita dal socialisti e comunisti delle formazioni partigiane.
Le teocrazia è intesa come una forma di governo antitetica alla Democrazia che fonda la legittimità del potere politico sulla Chiesa di Roma come autorità suprema, per valore morale e spirituale, non quindi sulla volontà degli abitanti, uomini e donne, cittadini e contadini.
L'articolo 4 della Costituzione è esemplare di questo opposto principio: spiritualità e  cultura della libertà di scelta.
Cito testualmente:

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La prima parte risulta errata, la Repubblica, in quanto Istituzione collettiva, non è in grado di riconoscere nulla, il termine è privo di senso compiuto, in secondo; riconoscere il diritto al lavoro, è quanto di più vano si possa definire, in modo limitato e limitante i diritti delle persone alla libertà, tra le quali quella del lavoro.
Per terminare il concorso allo sviluppo della società è materiale e culturale, non ha nulla  anche vedere con il spirituale, che vanifica il riconoscimento reale della cultura oggettiva e concreta a vantaggio della spiritualità personalistica o religiosa.
Il materiale ed il spirituale sono contrapposti con la congiunzione "o", l'uno o l'altro; quando lo spirituale è esterno e limitato rispetto al culturale: la conclusione coerente e legittima sarebbe:
" che concorra al progresso materiale e culturale della società."
La spiritualità è esterna ed appartiene alla sfera personale, i cui comportamenti possono inficiare la Democrazia, come è avvenuto per oltre 60  anni dall'Unità d'Italia per volontà del Papato, rifiutando ogni Istituzione Italiana che non fosse la Chiesa.
La spiritualità personale diventa il principio pregiudiziale dentro il sistema democratico.
L'articolo 5, invece, risulta così generico, senza alcun principio e regola per lo sviluppo del decentramento, in modo tale da lasciare aperte tutte le possibilità, anche quella reazionaria di oppressione degli abitanti per mezzo del decentramento dei poteri, come potrebbe essere, l'elezione  del sindaco senza scelte libere di altre persone, diverse dalle scelte dell'organizzazione e del sindaco stesso.
In tal modo si sviluppano due tendenze opposte per principio e fine, il bene della collettività da un lato e l'interesse della singola organizzazione politica nella persona del singolo dall'altro.
L'articolo 7 della Costituzione è il gioiello della teocrazia clericale, cito testualmente:

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]

Lo Stato e la Chiesa cattolica, quando invece si tratta dello Stato Italiano, ovvero della Repubblica democratica italiana e dello Stato della Chiesa Romana,ognuno,autonomo e sovrano nel suo territorio.
Il Principio dei Rapporti dei 2 Stati richiede una ridefinizione della Costituzione nel suo Principio, all'artico 7, perchè i due Stati sono interdipendenti, e la religione non è mai stata in Italia uno Stato amico ma sempre avversario del potere civile e culturale della società, con la precisa volontà di controllarla e sottometterla a pratiche spirituali obbligatorie, come voleva Costantino facendone la religione di Stato dell'Impero Romano.
Tre rivoluzione scientifiche e sociali sono passate senza intaccare il principio della Santa Romana Chiesa, voluta da Costantino a cui si oppose il Senato, ma la persona divinizzata dell'Imperatore aveva questo potere o diritto conquistato con la forza.
La Chiesa di Roma o Stato Pontificio, non ha oggi questo diritto, esso è pregiudiziale nella pratica razionale del lavoro e dei rapporti, e deve essere sottoposto a referendum consultivo.
Come si vede la Costituzione Italiana è da ridefinire nei Principi Istituzionali di Comunità Collettiva unita in un territorio limitato naturalmente, dalla cultura e dallo sviluppo sociale e civile, in un pianeta ricco di Religioni all'inverosimile, astratte e spirituali, prive della necessaria razionalità materiale dei Principi di organizzazione interdipendenti, che non sono rappresentabili dalle gerarchie autoritarie, in modo particola dalle teocrazie politiche, e teocrazie ideologiche che hanno elevato una organizzazione politica  a spiritualità trascendente,comunismo,socialismo e liberismo, con ideali deformati di progresso.
Ora e sempre .--X _ Legio Italiana--d'Europa.

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