Credere o contare. La Democrazia o la Fede.

Bo. 29.5.14

Credere o contare. La Democrazia o la Fede.

Tra queste due parole non esiste nesso, ma solo confine.
Delle due, solo una può essere applicata all'amministrazione della collettività.
Se vediamo le cose da un punto di vista storico, le religioni esistite indicano il modo con il quale la collettività unita da diverse condizioni naturali e di costume, spiega quello che non conosce razionalmente  nelle cause.
Le Religioni appaiono delle filosofie della specie umana comprensive di tutto il conosciuto, ed esse individuano i riti, o rituali con i quali definiscono il rapporto mediato e simbolico con le due componenti della specie, uomini e donne, e con l'autorità dell'organizzazione sociale.
Le religioni svolgono un ruolo secondario nelle società primitive, perchè non sono direttamente impegnate nel lavoro di sopravvivenza della società, ma la sostengono con rituali propiziatori.
La società arcaica è fondata sulla gerarchia dell'esperienza immutata nel tempo, medio o lungo, in rapporto all'esistenza di ogni singolo individuo, donna od uomo.
La religione è l'immagine riflessa della gerarchia, anche in termini di conoscenza della natura, come ambiente circostante, per mezzo della quale,con rituali e scenografie si mette in scena la realtà evocandola nei suoi aspetti, positivi e negativi, diversi ed in lotta tra loro.
La Religione diventa potere materiale quando induce comportamenti inappropriati alla sopravvivenza, perchè l'immagine riflessa non è la realtà conosciuta, la segue a rimorchio; e la ripetizione delle precedenti esperienze è insufficiente.
La Religione entra in crisi di fronte allo sviluppo di nuove tecniche e ragioni, verso le quali rimane sempre dipendente come immagine.
Tra l'immagine e la realtà abbiamo un punto di confine determinato dalla capacità di descrivere e rappresentare la realtà osservata in modo corretto, eguale per tutti.
La Democrazia, come sistema sociale inventato nell'Europa, unico esempio ad ora conosciuto, tende per principio ad abolire i limiti estremi della società: come il comando esercitato da una persona solamente, il tiranno, o quello pubblico della  piazza esercitato dalla collettività generica, come tirannia collettiva. 
La funzione della Democrazia ed anche obiettivo è la ripartizione equilibrata delle risorse in scala, come nel  mercato le diverse società o produzioni.
La Democrazia è un sistema contabile, nel quale non si conteggiano le immagini, ma solo le cose reali.
Le immagini sono affidate alla religione, alla cultura ed all'arte, diversamente la filosofia si sviluppa come pensiero logico, scientifico e matematico, come sintesi originale del rapporto con la natura da parte della società costruita su principi Democratici di valori di scala, proporzionali ed interdipendenti.
La Religione è una delle immagini, mentre la Democrazia è un modo di contare matematicamente la realtà per poterla amministrare con regole eguali per tutti.
Posta la condizione che l'immagine segue sempre la realtà, o da essa è derivata; quando vi sono cambiamenti improvvisi, come le rivoluzioni o reazioni, le immagini diventano deformate, non sono rappresentate più come prima e non sono ancora definite con il nuovo.
Per questo carattere derivato la Religione deve astenersi dal potere temporale matematico, per il quale necessita una dose di coraggio ed inventiva che la Religione di per sé nega, come organizzazione sociale derivata e non primaria.
Il potere clericale in Italia nega quella realtà trasformata dallo sviluppo, ancora ancorata a principi di stampo Fascista dal quale ha beneficiato per occupare abusivamente un ruolo sociale di direzione improprio nella natura religiosa.
L'Imperatore di Roma, Costantino evocando la religione degli schiavi di Roma, perchè tale era la religione del Cristianesimo,Pagana ed estranea a Roma, rispondeva ad una esigenza di proselitismo per le sue armate.
Tale scelta fu avversata duramente dal Senato, salvo prendere atto della decadenza di Roma, e come estrema ratio, congedare la X. Legione, detta " Invicta" per dichiarare che la guerra era persa, ma si sapeva come la si era vinta fino ad allora, quindi la scelta dell'Imperatore era strumentale per utilità di tutti coloro che abitavano a Roma.
Da allora si associa in modo coerente l'idea di una Religione Monoteistica come onnicomprensiva, anche del potere amministrativo e Politico, pur essendo una contraddizione di termini e reale, in quanto l'immagine non è la realtà oggettiva è piuttosto una realtà, che oggi, potremmo definire virtuale.
Quindi la Religione nelle sue modalità appare come reale, anche se non lo è, ma evitando i problemi riesce ad apparire capace, come lo sono le ideologie monoteiste della politica, dalle quali la religione può attingere in una spirale di inversione negativa, la cui base, falsa, consente il sistema di corruzione come legale: vedesi lo stralcio del falso di bilancio o il pareggio del bilancio dello Stato, entrambi impossibili nella realtà oggettiva dell'amministrazione delle cose, ma diventa vera sulla carta e nei comportamenti : ignorare ciò che è dannoso alla comunità stessa a vantaggio di pochissimi, anzi nessuno nel medio e lungo periodo.
Democrazia = realtà oggettiva e Religione = immagine deformata; diventano inconciliabili nell'amministrazione reale per il bene della collettività intera.
Ora e sempre .. X - Legio -- Italica d'Europa.

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