Caos italiano e la crisi mondiale dell'economia.

BO. 12.1.14

Caos italiano e la crisi mondiale dell'economia.

La crisi italiana potrebbe essere come precursore dei tempi; nel senso che la crisi economica esiste sia  come sovraproduzione di oggetti inutili e dannosi,chincaglierie e giochi di varia natura,oppure di prodotti industriali scadenti come i vari apparecchi elettrodomestici,che simultaneamente si intreccia con la sottoproduzione di generi alimentari di prima necessità.
Quindi gli interventi di riqualificazione delle tecnologie diventa strategico per non produrre un inquinamento catastrofico nel medio periodo,causato dagli scarti della produzione dequalificata.
La crisi diventa incalzante più sono rilevanti le sovraproduzioni di oggetti tecnologicamente arretrati che deperiscono rapidamente e diventano rifiuti tossici facilmente se lo Stato non attrezza una industria del riciclo.
L'uso smodato delle plastiche si rivela nel lungo periodo controproducente per la natura e la specie umana.
La crisi Politica italiana, è incapace di comprendere le necessità della nostra civiltà,in Italia,in modo particolare, perché arroccata su posizioni clericali religiose in modo sfacciato ;come pensare la società italiana,sia o debba essere  fatta, ad immagine e somiglianza di quella dello Stato Vaticano,monopolista integrale,unica organizzazione totalizzante gerarchica che si estende per la sua cultura all'Italia di oggi dopo aver rifiutato per circa 50 anni l'Unità d'Italia,da oltre 80 anni persegue con decisione la coazione e la coercizione dello Stato Italiano ,con l'egemonia sulle forze politiche ideologiche,parziali ed asfittiche perchè prive dei principi della Democrazia,ma ancorate alla Res Pubblica di Romana memoria;dell'ultimo periodo.
Nessuna illusione sulle capacità dialettiche e culturali prodotte dal clericalismo,di una profonda chiusura verso lo sviluppo della società realizzato in modo consapevole,ma il principio della prerogativa dell'autorità come strumento di controllo sulla popolazione che deve essere diretta sulla base di una morale personale e gerarchica,senza criteri e leggi universali.
La morale clericale,personale al di sopra di tutto si scontra direttamente e palesemente con l'etica universale del lavoro ,libero ed indipendente;e consapevole dei limiti, come base per lo sviluppo della società,dei cittadini/e.
Il moderatismo clericale e monopolista dell'economia si sostengono in modo complementare ,producendo una stasi o immobilismo coperta dalla confusione dei ruoli e dei compiti,che non devono uscire dalle direttive del clericalismo dello Stato vaticano di Roma,il quale da 1500 anni pensava di poter governare l'Italia,con la presunzione del pregiudizio della morale personale sopra ogni cosa  e senza le leggi universali eguali per tutti,anche per il Papa e la Chiesa Romana.
Ora e sempre . - X - Legio  .- Italica d'Europa.

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