Scalfari: Francesco - filosofia e religione.

BO.31.12.13

Scalfari: Francesco - Filosofia e Religione.

Scalfari nella sua autorevole età,commette una travisazione, scambia quello che è la Politica del Pontificato di Francesco,rivolta alla condizione di povertà con una enunciazione di principio che non è accettabile per il dogma principale del cristianesimo.
Se mancasse il dogma del peccato originale,quindi del peccato e della confessione ;quindi la conseguenza del perdono ,crollerebbe tutta la religione della Chiesa cattolica Romana,Scalfari forse ha capito troppo di quello che dice Papa Francesco,preusppone una nuova religione che non si chiamerebbe più Cristiana,perche Gesù Cristo non si è fatto crocifiggere è stato crocifisso dalle autorità,compreso quella dell'Impero Romano.
Perchè continuare nelle ipocrisie,come continuare a dire che in Italia esiste la Democrazia,senza un sistema elettorale coerente,come le regole del lavoro etico da deputato.
Scalfari affronta in modo ipocrita una realtà che egli stesso nega,Scalfari,come molti della sua generazione antifascista ha il demerito di non sapere quali siano i principi laici della Democrazia,quindi avrà sempre libertà di coscienza critica,ma che in realtà non serve a nulla,perchè non vuole le Leggi eguali per tutti,perchè ritiene sè stesso superiore culturalmente ad altri,per pregiudizio in parte.
Facciamola finita,questo è un papa conservatore del ruolo della Chiesa Cattolica Romana,come Stato Pontificio,il cui unico difetto è non amministrarsi bene,mantenedo le apparenze di povertà,e mantenendo il pregiudizio che la povertà può essere solo diminuita con le elemosine dei ricchi,di cui la Chiesa è il portavoce unico.
Ben diverso è lo Scalfari direttore della repubblica degli anni 70,più astuto e chiaro,nei contrasti come nelle critiche,mantenendo come base il pregiudizio culturale,che la povertà ha diverse forme ed aspetti,che la cultura dogmatica può solo descrivere come libertà di coscienza.
Scalfari poggia la sua convinzione sul principio di gerarchia,come rapporto di supremazia e subordinazione tra il colto e l'incolto,che è pregiudizievole perchè condanna l'incolto aprioristicamente nello sviluppo della società.
Il giornalismo come gerarchie della cultura d'informazione è anch'esso non democratico perchè non si confronta quasi mai con le altre culture europee,ma rimane un dialogo tra simili dentro l'Italia delle gerarchie " Repubblicane" pregiudiziali perchè non considerano il lavoro come strumento di libertà razionale e libero,quindi non sanno come funziona la realtà,ma il potere delle gerarchie si,come organizzazioni di controllo delle persone per mezzo di manipolazioni astratte e deformate della realtà oggettiva.
La politica religiosa del papa Francesco considera la povertà come condizione oggettiva assoluta inevitabile e non gli interessa diminuire questa povertà se non con le elemosine,evidente segno di rinuncia ad uno sviluppo sociale e culturale Democratico di confronto con la realtà del Mondo.
Ora e sempre. - X - Legio .- Italica d'Europa.

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