Letta -Berlusconi e l'Europa.

Bo. 4.10.13
Letta - Berlusconi e l'Europa.

Il caos mediatico e di governo,orchestrato da Berlusconi  nell'ultima settimana, è terminato con il voto di fiducia al governo,ha  creato ulteriori difficoltà all'Italia,la quale esce con minore credibilità e meno stabilità.
Berlusconi vota sempre e solo per sè stesso innanzitutto,anche del suo paese senza dubbi.
Questa volta l'ostacolo era la disfatta politica del PdL,in parole povere.
La disfatta del gioco di Berlusconi :la privatizzazione della politica;da pubblico a privato, da collettivo a personale.
Semplice la cancellazione di qualsiasi ideologia politica,comunista,liberista,cattolica, socialista ed altro.
Tutta la politca italiana è diventata un fatto di immagine mediatica televisiva ed informativa,privata del senso politico della comunità o della società come prodotto storico.
Il valore ultimo è l'affermazione personale o di gruppo organizzato negli spazi della politica pubblici,il fine è l'interesse privato personale o di organizzazione;escludendo gli interessi collettivi dei ceti sociali,esclusi i due o tre monopoli economici,Agnelli,Moratti ,la Rai,l'Enel e la Chiesa Romana,monopolio culturale idealistico.
Il governo Letta continua a vivere nella confusione dei ruoli creata da Berlusconi,privo della legittimità politica che il popolo italiano non ha riconosciuto a nessuna delle attuali organizzazioni,5S compreso.
Se Berlusconi ha fatto come Attila politico,ora si tratta di ricostruire una Democrazia su basi attuali,non con i criteri della repubblica di Roma ,ma nel rispetto del valore della Democrazia come rappresentazione corretta e proporzionale degli interessi collettivi economici e sociali.
La Democrazia si fonda sulla base di principi oggettivi ed inconfutabili,che per principio afferma l'impossibilità per ogni persona di possedere ,o di ottenere il controllo ed il possesso,inteso come proprietà,della società per intero.
La Democrazia afferma simultaneamente due cose:l'impossibilità di essere "padroni " della società e la necessità di creare meccanismi proporzionali rappresentativi per la conoscenza ed il governo della società in sviluppo,il cui fine è l'interesse di tutti all'equilibrio della comunità con il sistema natura
L'equilibrio degli interessi è il principio dei mercati liberi e concorrenti,come scambio e conoscenza della realtà sociale.
La cultura dell'immagine contemporanea ha fagocitato la realtà privandola del suo significato materiale e culturale,come ad esempio la crisi non della singola industria ma di  interi settori,che richiede una nuova organizzazione sociale d'impresa.
Esempio,in Cina un grattacielo di 35 piani è costruito in 4 mesi di lavoro arredato,in Italia ci vogliono 10 anni e non è questione solo di costo del lavoro,fondamentale ma insufficiente da solo.
Berlusconi ha umiliato il lavoro in senso capitalistico di concorrenza libera e creativa,riducendola ad una appendice del suo potere "moderato"  ,come sinonimo di prevaricatore,in assoluto.
Il  governo Letta mi pare impreparato,e secondo il mio parere lo è ,nel dare risposte alle domande degli italiani/e,di rinnovamento della politica,nel senso di ripristinare la funzione della Politica come razionalità di governo della collettività comunitaria della società italiana.
Letta,Alfano e Grillo :sono i tre sconfitti dalla popolazione italiana che non ha riconosciuto in loro dei dirigenti politici in grado e capaci di ridare all'Italia una dignità etica del lavoro,razionale e libero,che si ponga in Europa come uno dei principali Stati fondatori come la Storia vuole.
Ora e sempre. - X Legio - Democratica - Italica.

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