Criminalità Italiana e clandestini.

Bo. 12.10.13
Criminalità italiana e clandestini.

La criminalità italiana è certamente una criminalità che si organizza in una struttura verticistica che inizia in ogni quartiere povero o ricco,di ogni città italiana,o quasi,di medie dimensioni.
L'organizzazione criminale è di fatto una organizzazione clandestina e fuorilegge,come lo sono i capi delle suddette organizzazioni,il cui traffico comincia con la droga ed il sesso e finisce nelle borse mondiali,per la vastittà del fenomeno sociale.
La criminalità italiana è peculiare per un altro motivo principale,la diffusione della corruzione nelle istituzioni della politica,anche per l'annullamento o la cancellazione del reato di falso in Bilancio delle imprese,che Bush in USA ha inasprito ed in Italia Berlusconi ha cancellato.
La scelta antitetica mostra come essere dei conservatori sia da un punto di vista personale,come Berlusconi e invece istituzionale come Bush,conducone a scelte antitetiche,per logica personalistica  e logica collettiva imprenditoriale..
Bush  ha salvaguardato lo Stato USA e le imprese sane industriali,Berlusconi ha salvaguardato solo Mediaset con i suoi poco chiari interessi e la loro espsnsione oltre le Leggi,solo che Monti questa volta non lo ha multato come fece con Gates,ma anzi si è asservito.
Se Monti è un professore,cosa serve studiare l'organizzazione razionale dell'economia quando poi ci si lascia corrompere per ambizione smodata,non per il bene dell'Italia.
La criminalità Italiana è innanzitutto identificabile con il fenomeno della corruzione nella sua più larga eccezione linguistica e logica.
Se si dovesse farne una questione di principio e quindi , di fine, si può facilmente definire la corruzione come la rottura del pensiero logico-razionale,ovvero l'antitesi o l'opposto della razionalità del senso comune fondata sulla coerenza dei comportamenti.
La coerenza dei comportamenti risiede nell'azione del lavoro,libero e razionale,per la sopravvivenza,di sè stessi e della società.
La corruzione è clandestina come modalità di azione normale che si svela solo dal risultato ed indirettamente viene individuata come quel risultato che non è coerente con le aspettative razionali definite tecnicamente da diversi componenti.
Se la corruzione diventa Legge,per mezzo dei Decreti di Legge,che non sono tali,intesi come provvedimenti legislativi ,limitati e contingenti,che snaturano i Principi delle leggi Costituzionali stesse,che sono all'opposto del principio : la Legge è eguale per tutti,come affermazione oggettiva ed inconfutabile derivata dall'esperienza scientifica valida per tutti;quindi inconfutabile senza esperimento contrario o diverso.
La corruzione ,come comportamento criminale diventa la procedura delle Istituzioni Politche nel governo della stabilità del sistema che è falso ed espropria i cittadini/e italiani della loro libertà di scelta consapevole e responsabile.
La corruzione non esiste se non esiste il Principio Democratico affermato nella Costituzione,il metodo elettivo,diretto ,a libera scelta ,dei propri rappresentanti del luogo e del leader.
Non esiste l'una senza l'altra.
La scelta diretta del capo del governo come dei rappresentanti del Territorio è inalienabile nella Democrazia,come la proporzionalità delle rappresentazioni numeriche che ha un massimo ed un minimo,per i deputati,il cui massimo è di 1 a 1870,nel luogo di elezione,il Seggio.
Per il Parlamento 1 a 187.000.
I numeri combattono la corruzione quando sono i criteri con i quali si deve lavorare come politici.
Le demagogie in uso attualmente come il personalismo dell'immagine,la dialettica evanescente e priva di fatti collettivi,o delle esigenze colletive della comunità rende la corruzione un modo di pensare quasi legittimo per la gerarchia in carica attualmente nelle Istituzioni della Politica che non ha ricevuto nessun mandato dalla popolazione in modo diretto.
La corruzione acquista una legittimità, quando la realtà viene negata nel suo insieme di comunità.
In Italia,allo stato attuale  del sistema politico istituzionale, siamo in una situazione illegittima,e la illegittimità è la corruzione del metodo politico di governo,parziale e strumentale ad un modello gerarchico ristretto  e falso,perchè dimezzato.
Chiunque si colloca dentro questo sistema senza cambiarlo nei principi,ripristinando la Democrazia del lavoro,libero e razionale,come deve essere quello dei politici,al di sopra di tutti i particolarismi,diventa una situazione corrotta che rende prigionieri,che impone una logica di corruzione nella rappresentazione del reale stato sociale e della comunità Italiana.
Ora e sempre . - X Legio - Italica.

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