Berlusconi : dimissioni e Grillo - Napolitano.

Bo. 28.10.13

Berlusconi : dimissioni e Grillo - Napolitano.

La situazione politica Italiana è sempre confusionaria e contradditoria,ma non priva di azioni concordate per logica.
Abbiamo una vicenda penosa per il paese come quella di Berlusconi,arrogante e presuntuoso,onnipotente nell'immagine che si è creata con le sue televisioni,come quella degli Emiri,inamovibili per dinastia.
Berlusconi crede o pensa che l'investitura del voto sia eterna,quindi ha diritto a non essere considerato persona normale,ma superiore alle Leggi.
I Cesari dell'antica Roma insegnano come nasce l'impero dalle ceneri della Repubblica Romana,ma mai si parla di Democrazia e delle sue leggi Universali.
Berlusconi pensa che il mondo sia sempre uguale dai tempi preistorici,senonchè c'é stata non una ma due rivoluzioni scientifiche,nel 600 e nell'800,e nessuna delle due è arrivata alla sostanza della natura,ma solo con delle approssimazioni.
La specie umana ha cambiato il modo di guardare alla natura,al sistema solare-planetario,e quindi anche a sè stessa di riflesso.
La Chiesa Romana e Berlusconi,come i Moderati e la cultura italiana non hanno assimilato questi passaggi razionali ed interattivi,con lo sviluppo della democrazia come sistema corretto rispetto alla repubblica del passato.
La Repubblica aveva solo valori assoluti,la Democrazia solo valori relativi.
I meccanismi attuali in Italia non consentono di stabilire con chiarezza i principi e le Leggi della Democrazia.
In questo caos artificioso vi sono azioni e reazioni che chiariscono i rapporti sociali vigenti.
La nomenclatura dell'ex PCI deve andarsene immediatamente,come quella della DC.
Dopo si chiariscono le cose con gli altri Paesi amici europei che hanno più esperienza nella Democrazia.
Ma i fatti delle azioni sono questi.
Ogni volta che Berlusconi viene criticato ed invitato ad andarsene;dopo qualche giorno Grillo attacca il Presidente Napolitano e procede nello stesso modo invitandolo ad andarsene,come se fosse l'antitesi a Berlusconi.
Grillo è davvero un confusionario di prima grandezza e nel caos pescano gli incapaci ,ma più forti;cioé vince l'arroganza non la razionalità dei progetti di sviluppo.
La rabbia di Grillo è in parte legittima,perchè alla cancellazione delle provincie come Istituzione politica,quindi taglio delle spese del sistema Politico,non segue una legge idonea.
Il fatto è che a Grillo non interessa la Democrazia come Sistema di governo ed autogoverno del paese,interessa il potere di servizio che si deve alla ricchezza della rendita non dell'innovazione.
Grillo è palesemente disturbato dal concetto e dal metodo del lavoro,come criterio di base razionale della Libertà,Grillo preferisce usare vecchie ed obsolete categorie come le ideologie e le lotte ideologiche-ideali,per affermare sè stesso come portavoce di nuove esigenze.
L'Italia non è ora paese Democratico,anzi direi ancora fascista nei criteri di base economici,stabiliti dall'INPS,per lavoratori pubblici e privati.
Grillo è assente, come Renzi, di fronte alle sfide della globalità che riguardano l'Europa innanzitutto.
Ora e sempre . - X Legio . Italica.

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