Italia:debito e crisi economica.

Bo.2.5.13



Italia:debito e crisi economica.

Le osservazioni della BcE sono coerenti con l'ideologia del PdL del pareggio di bilancio dello Stato.
Nulla di più falso ed effimero,sia da parte del PdL che della BcE.
Quindi il taglio della tassa dell'Imu era solo un obiettivo elettorale,effimero e strumentale come mangime per piccioni,e diversi Italioti si sono caduti nella trappola,nulla di nuovo i moderati sono fatti così si illudono sempre.
L'economia mondiale è in crisi per diversi motivi e l'Europa non è l'unica zona sviluppata del Pianeta ad essere investita da una marea di prodotti che non sono idonei e non hanno garanzia di tempo,si consumano in un tempo brevissimo,infinitesimo.
I prodotti Non hanno garanzia di essere puliti ed inoffensivi,i prodotti attirano la cupidigia di chi ha bisogno di soldi,non di lavoro.
Per il momento la crisi si può arginare a condizione di disvelare le pratiche finanaziarie truffaldine delle speculazioni ed al tempo stesso intervenire con rigore sui criteri di svluppo dannosi per la natura,come per prima cosa ,l'uso della platistica per tantissimi alimenti.
Il debito Italiano è certamente uno dei più alti proporzionalmente,ma è anche vero che l'Italia è sede delle organizzazioni sociali ed economiche di maggiore speculazione,in modo particolare due,le organizzazioni criminali e l'organizzazione religiosa come funzione di Stato autonomo  dentro lo Stato Italiano .
Ovvio che i calcoli economici con attività che sfuggono completamente al controllo dello Stato Italiano rende difficile il ripianamento del debito o anche solo degli interessi.
Inutile prendersi per i fondelli,prendere per i fondelli la Comunità Europea e sopratutto prendere per i fondelli se stessi.
La crisi ha carattere internazionale,Planetario e tutti i paesi del mondo sono in deficit,questo lo si deve dichiarare apertamente ,come si deve dichiarare che non vi è alcuna possibilità di ripianamento dei debiti se non si procede ad un cambiamento delle tecniche di produzione insieme ad una delimitazione delle nascite e ad uno sviluppo delle industrie che riproducono le risorse naturali.
Il capitalismo come il comunismo sono il fallimento dello sviluppo delle società,come modo di ragionare primitivo ed assurdo rispetto alla realtà della natura e della cultura libera e dialettica della specie umana.
La cosa che non si menziona e non si vuole dire è quanto sia grave la crisi se si persegue in politiche riduttive e strumentali,dove non basta il lavoro di direzione del singolo vedi Berlusconi,con la creazione di una organizzazione politica di carattere economicistico preponderante rispetto agli interessi del paese Italia,per il quale da 20 anni assistiamo ad un vuoto dello sviluppo ammaliati dalle televisioni che ci propinano sproloqui irrazionale e ci distraggono dalle necessità fondamentali,così la cultura giornalistica si è adeguata nel creare notizie insignificanti,ma di effetto.
La crisi esiste come possibilità di rientrare dentro le leggi proporzionali della natura,come criterio di vita e di produzione dei beni.cosa che richiede la concertazione e collaborazione di molti soggetti sociali simultaneamente.

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