Grillo e la crisi del PD.

BO. 15.5.13



Grillo e la crisi del PD.

Che in Italia non si sia affermata una etica laica,razionale e democratica,è cosa chiara oggi.
La competizione elettorale interna al PD,fatta secondo un criterio diretto,non autorizza a pensare che l'organizzazione sia retta da una etica laica e razionale.
La crisi del PD diventa manifesta quando si siede con l'avversario di sempre allo stesso tavolo per discutere quello che vuole lui da questo governo di transizione,chiamato di "larghe intese",cosa che avevano fatto tacitamente da 20 anni,i dirigenti del PD..
Se non fosse che Berlusconi è colpevole di vilipendio delle Istituzioni ,solo per aver fatto entrare a palazzo "Grazioli",la sede del primo ministro, delle giovani ragazze di compagnia,allegra ed interessata al piacere della ricompensa generosa del Premier.
L'assurdità e che in Italia nessun Politico si è eretto a difesa delle istituzioni con iniziative anche Europee,ma come si sà gli ex comunisti.ed ex democristiani,avevano altro a cui pensare.
L'avversario del PD oggi è Grillo,che li rifiuta come soggetto politico autonomo e coerente.
Tutti i tentativi di Bersani sono falliti,ma forse proprio perchè spettava a Grillo e chi per lui assumere il ruolo propositivo di Governo.
Il rispetto per la realtà del risultato elettorale è il presupposto per definire una iniziativa di governo capace di superare le lacune di tutte e tre le organizzazioni.
Grillo,rifiutando il rapporto,non privilegiato, subalterno con il PD,ha determinato il precipitare di una situazione incoerente per i problemi di fondo del paese.
Il governo attuale è di fatto in contraddizione con la riforma del Porcellum come sistema elettorale,in quanto è stato il PdL a farlo ed i protagonisti sono presenti ad oggi nel governo.
Questo governo non è di larghe intese,sarebbe la fine del paese,questo governo è la scelta di emergenza,che non risolve il problema.
Ma è vero che non lo risolve Grillo da solo,neppure se conquista la maggioranza con un sistema elettorale incostituzionale,antidemocratico ed iniquo.
Per ora Grillo ha continuato nelle sue urla di denuncia,salvo richiedere ruoli di controllo a garanzia dell'opposizione.
La crisi del PD è la crisi di una organizzazione politica senza principi fondamentali,regole improvvisate di competizione,come le primarie,ed una organizzazione improntata alla tradizionale controllo del territorio,identica per ex comunisti e democristiani.
Oggi una società democratica cresce solo se vi è una assunzione di responsabilità delle classi dirigenti,a partire dal Sistema politico,i cui criteri di incoerenza lasciano aperte le porte alla corruzione sistematica dei rapporti.
Ad  esempio:nessuno può accedere alle elezioni politiche nazionali se non dimostra di avere una organizzazione numericamente e professionalmente adeguata,inutili e dannose per tutti ,sono le formazioni politiche improvvisate solo per prendere soldi dal finanziamento pubblico dei partiti.
Criterio semplice per affermare l'Italia come affidabile nel suo modo di agire,per attirare investimenti.
Grillo ha quindi fatto uscire allo scoperto le contraddizioni del PD,di cui una parte era ancorata alla vecchia direzione del PCI,quindi un fatto positivo che apre a nuove ricerche e soluzioni,ma  le necessità del paese sono urgenti.
Il PD è quindi incoerente nel perseguire le riforme con il PdL,il quale ha creato questo stato di inefficienza ed immobilismo con Berlusconi.
I provvedimenti urgenti non potevano essere affrontati da Monti,il quale pare non accorgersi che esistano certi problemi oltre lo Spread.
Le televisioni come organi di informazione sono condizionati da Mediaset,ed il vizio dei Talk Show,non consente di vedere i problemi,ma li nasconde.
Gioco spregiudicato che declassa la politica a strumento personale di discussione,con il consenso di molti giornalisti,anche di Santoro e Travaglio.
Per il PD si apre una stagione di crisi di principi e di regole interne come esterne per la vita politica,rimane di fatto una organizzazione ben collaudata forte della tradizione,ma questo è anche il problema; quella forza deve essere rivitalizzata sulla base di nuovi principi di cui Grillo è un portatore sano.
Il lavoro di deputato ha regole rigorose,e di principio inflessibili,fuori le persone inquisite per reati,non si transige,così è sempre stato nel lavoro,e non si capisce come certi industriali vogliano cambiare le regole che funzionano,perchè una incoerenza così stupida?
Grillo è quindi con il movimento 5S il portatore di esigenze democratiche,ma espresse in termini ambigui,come l'autotassazione,che è corretta in una situazione di emergenza come questa,ma non costituisce la base per un cambiamneto dello sviluppo,cioè le leggi appropriate.
Il PD deve decidere sui principi dell'etica democratica,laica e razionale,libera e dialettica,diversamente da un passato totatilatario da un lato e permissivista dall'altro,comunisti e cattolici,allora per l'Italia si apre un nuovo periodo di sviluppo.

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