La crisi economica ed i mercati.

Bologna 29.3.13



La crisi economica ed i mercati.

Il mercato italiano è di circa 60 milioni di abitanti,le materie naturali importate sono una percentuale alta rispetto ai consumi.
Il territorio nazionale naturale è diminuito per estensione,causa  l'edificabilità abusiva ; per danneggiamento ed inquinamento,il mare è in parte notevole, almeno il 25%,inquinato;inoltre la pesca selvaggia ha determinato un depauperamento naturale.
Allora facendo il bilancio la grande ambizione a possedere a dominare la realtà ,apprpriandosene,senza regole che rispettino le leggi di natura,come l'allevamento,ci ha portato sull'orlo del disastro,perchè non vemgono applicate le leggi naturali del ripopolamento in tutti i settori;anche quelli che consideriamo come selvatici.
I prodotti italiani e la produzione,si sono sviluppati sulla base di criteri rigorosi di igene e naturalità,per quanto la chimica abbia invaso ogni settore con sofisticazioni,lievi e pesanti.
Lo sviluppo economico è stato fondato sulle esportazioni di prodotti di buona ed ottima qualità,naturale e tecnica nei paesi più ricchi.
Così è stato per migliaia di anni,lo scambio avveniva anche per mezzo delle guerre.
Ora i mercati internazionali sono invasi da prodotti di bassa e media qualità,a prezzi irrisori rispetto all'Europa,ma anche ad altri paesi.
La Cina si è inserita nei mercati pensando al mercato come strumento dell'arricchimento per lo sviluppo interno,non più regolato da una autorità centrale onnipresente o totalitaria:ma con margini di libertà sorprendenti rispetto al passato.
L'India per ora rimane ancorata ai suoi mercati interni e limitrofi.
Avviene che in breve tempo i mercati di certi prodotti sono saturati al prezzo più basso,così come i mercati interni raggiunta la maturità per estensione,,non si espandono se non al ritmo del ricambio.
Il guadagno è sicuro,ma non è più in crescita esponenziale,rimane stabile entro certi confini geografici.
Abbiamo da un lato una crisi di sovraproduzione rispetto ai consumi,di prodotti artificiali i quali hanno diminuito la produzione di generi alimentari di prima necessità in alcune zone,il sorgere di grandi metropoli.
Le produzioni sono concentrate ed estese solo in altre zone e la produttività aumenta solo con l'ausilio artificioso della chimica ed in questo caso l'impoverimento del terreno è cosa certa.
L'Italia, come tanti altri piccoli paesi ,si trova schiacciata dall'incosciente imponenza delle produzioni aggregate dei paesi giganti.
Esiste una soluzione semplice per tutelare la propria caratteristica ed originalità territoriale,la cui varietà è la ricchezza fondamentale per le produzioni.
Così come lo fa ogni territorio regionale dell'Europa ,lo può e deve fare ogni paese del pianeta,la propria autodeterminazione,nel rispetto della natura come ecosistema che produce ricchezza per la varietà e quantità.
Il secolo appena trascorso ha cambiato radicalmente la storia della specie umana di 100.000 anni,dalla lotta per la sopravvivenza,legata alla estensione territoriale,limitata;si è passati all'idea del dominio della natura.
La scienza fisica ha lasciato credere a questo,erroneamente,la Fisica ha nelle proprie teorie gravi errori che devono essere corretti.
Inoltre il governo dell'umanità sul pianeta non spetta alle multinazionali,quelle in particolare che hanno operato fino ad ora con artificiose soluzioni come gli OGM,estirpando la varietà naturale come inutile e priva di valore economico.
Lo sviluppo della scienza è ancora ampio.
Rimane il fatto che per fronteggiare le dinamiche di mercati di varia natura  e dimensione,diventano necessari due livelli intercomunicanti,la contabilità di un mercato limitato viene effettuata sulla base produttiva reale,quella dei commerci internzaionali è una contabilità che deve essere fatta con un'altra scala di valore.
Quindi l'euro come moneta può essere coniata in due vesti: una interna per il mercato comune europeo ed una per i rimanenti paesi del Mondo,si definiscono in tal modo dei limiti uguali per tutti che sono minimi .
La cosa diventa sempre più indispensabile maggiori diventano  le differenze sociali interne ad ogni paese rispetto agli altri:esempio Cina ed Europa,la funzione della classi sociali lavoratrici,il loro ruolo e posizione nella società,che oggettivamente fa la differenza, come il valore e la funzione dell'impresa libera e privata.
Condizioni sociali che determininano il valore del prodotto sul mercato,quindi limitano lo sviluppo.
Le considerazioni appena svolte sono l'inizio di una comparazione fondamentale per la soluzione di problemi di varia natura,che però devono trovare nelle leggi di natura il loro supporto,per la conservazione simultaneamente sia della natura che della specie umana.

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