Grillo e la legge.

Bologna 18.3.13



Grillo e la legge.

Le leggi Italiane sono le meno oggettive nei loro principi, in quanto hanno spesso un rivestimento idealistico o ideologico,che nel nostro caso le rende asfittiche.
Il primo principio Costituzionale, con l'affermazione categorica ed assoluta,intesa in senso lessicale,della Repubblica fondata sul lavoro: è quantomeno ideologizzata e rigida.
Il senso dialettico della Democrazia è inesistente,come sistema fondato sulle leggi uguali per tutti,che sono ispirate alle leggi di natura.
Così è il lavoro,inteso in senso poliedrico come creativo,senza la libertà perde il suo valore razionale e limitato.
Il movimento creato da Grillo con il simbolo 5S rivendica una necessità di pulizia ed onestà amministrativa della vita pubblica,nel Sistema politico.
Il problema nasce dal fatto che Grillo non si ispira a leggi naturali o Democratiche si ispira alla buona volontà dei singoli,un pò come Sordi," ch'avemo da magnà un po tutti" senza impoverire gli altri.
Il ruolo di Grillo,come capo del movimento,è l'autorità assoluta quando si tratta di pochi casi che contraddicono le sue parole,ma quando si tratta di gruppi allora la sua autorità non è più assoluta diventa furbesca.
In effetti la regola non scritta di Grillo è quella che dice; La legge sono io,la legge la faccio io fino a che sono il più forte,in quanto proprietario del simbolo del movimento.
La legge della pulizia, che si è inventato Grillo, altro non è che un palliativo;che diventa effimero se non lo sostituisce con leggi vere e proprie,con principi uguali per tutti,dove le ideologie e gli idealismi sono considerati come strumenti inferiori rispetto alla razionalità politica delle regole della natura,quindi le leggi Democratiche.
La legge di Grillo nel Movimento  è chiara;qui comando io con i miei fedeli,le regole del movimento le stabilisco io che sono il leader più forte.
Non esistono regole oggettive se non l'onestà conclamata,ma che non diventa legge ,di fronte a tutti gli altri che sono corrotti.
Grillo descrive la realtà correttamente,ma non può sottrarsi alla possibilità che vi possano essere degli onesti che non sono sotto la sua bandiera.
Praticamente Grillo fa la stessa operazione politica di Berlusconi ,cambiando l'argomento che da libertà diventa ONESTA'.
Grillo fa dell'onestà la legge universale,onestà del movimento verso Grillo,onestà verso il popolo che lo ha eletto,l'onestà,che può essere intesa come morale o come etica,che sono due cose completamente diverse coesistono nel movimento di Grillo.
Il fatto fondamentale è che non esiste la legge dell'onestà in quanto tale,esistono le leggi che regolano il lavoro e da esse dipende la corretta esecuzione del lavoro oggettivo che garantisce la tecnica di lavorazione come corretta.
Grillo fa una battaglia politica  per cacciare i corrotti,cosa giusta,in quanto per legge non dovrebbero neppure entrare n Parlamento;ma gli strumenti che usa per ristabilire un corretto funzionamento dello Stato Democratico non sono ad ora chiari.
La sua personalità è a garanzia delle leggi che non ci sono.
Ricordo il risultato elettorale:tutte e tre le forze politiche sono state considerate prive dei requisiti per governare,rimanendo minoranze.
L'onestà non è sufficiente a risanare il Sistema Politico secondo un codice Etico che affonda le sue radici nella democrazia e nelle leggi di natura.
In Italia pare non si voglia capire cosa vuol dire Democrazia,non Repubblica,come base di un lavoro eticamente corretto  = onesto.
Grillo non è la legge e se persiste in atteggiamenti inflessibili diventa una specie di predicatore che garantisce solo a sè stesso il ruolo di onesto .........la cosa è contradditoria e controproducente per la Democrazia,ma non per la Repubblica,che rimane fondata sul diritto del più forte,non sulla legge uguale per tutti,che è Democratica.

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