Articolo 77 Costituzione.

Bo. 19.1.13


Art. 77   Costituzione.


"Il Governo non può,senza delegazione delle Camere,emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria"
"Quando,in casi straordinari di necessità e d'urgenza,il Governo adotta,sotto la sua responsabilità,provvedimenti provvisori con forza di Legge,deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere....."
Il problema nasce dal fatto che la normale amministrazione in Italia è molto limitata,quindi i casi straordinari;che sarebbero ad esempio i Terremoti,necessitano di provvedimenti di Urgenza del Governo.
Il fatto è che in Italia esiste anche l'urgenza dei Rifiuti Urbani,l'urgenza della Sanità ed altre ancora come la scuola.
Si è creato un circolo vizioso di urgenze che diventa necessario bloccare.
Come si sà di fronte alle emergenze si fa quello strettamente necessario,non la cosa corretta per il ripristino della normalità.
Il pretesto della Crisi economica;che esiste ed è grave,non si risolve smaltellando lo Stato Sociale,ma si deve smaltellare lo Stato assistenziale,quello che usando i soldi pubblici fa l'elemosina ai cittadini,in parte ed in parte sperpera altrove.
La cosa diventa quindi una questione di principio Istituzionale e Costituzionale.
In primo luogo,il concetto di Stato assistenzile è tipicamente Repubblicano,inteso come dovere dei ricchi ad elargire dei benefici;mentre il concetto di  Stato sociale  è Democratico,per Diritto chi ha famiglia deve essere sostenuto in modo proporzionale,altrimenti diventa assistenza.
La cosa in Italia non è Stata ancora assimilata.
Se la Straordinarietà e la Provvisorietà delle azioni di Legge del Governo sono diventati una prassi,che svilisce in primo luogo una funzione reale di Governo,questo è dovuto alle lacune di principio e di coerenza della nostra Costituzione, la quale,per diventare efficiente e capace ,deve passare da principi solamente di tipo Repubblicano a principi anche Democratici per combinarli insieme.
Ciò richiede una decisione esplicita,la critica al passato Sistema Democratico della prima Repubblica: e questo può avvenire solo se confrontiamo la nostra Costituzione,con quelle di altri Paesi:Francia,USA,Inghilterra;Germania,Australia e Canada.
La cosa non è difficile,basta volerlo fare,per comprendere il significato di Democrazia Repubblicana e non quello che abbiamo di Repubblica Democratica,ancorata all'antica Roma.
A me pare che la muffa,dell'antichità,invece che produrre la penicillina,abbia prodotto nella Democrazia una degradazione della Società.
Se abbiniamo come principio il Lavoro alla Libertà abbiamo,in primis, la Democrazia,non la Repubblica,con le necessarie regole per il funzionamento efficiente e corretto dello Stato Democratico-Repubblicano,non il disfacimento dell'azione straordinaria di Governo di tipo Repubblicano.
Le due opposte combinazioni sono: la Democrazia Repubblicana o Monarchica, il frutto di secoli di sviluppo tecnico-scientifico a cui hanno partecipato con capacità anche alcune personalità Italiane;Galilei,Romagnoli,Marconi e Fermi;il cui contributo è stato misconosciuto quando erano in vita:l'Italia della miseria culturale ed etica dei dirigenti.
Oggi si tratta di vedere come il possibile sviluppo dipenda appunto da quelle qualità che in Italia vengono misconosciute,anche con Garibaldi e Mazzini fu così in buona parte.
Ora si tratta di definire una nuova strada maestra,fondata sulle leggi della natura,che non sono leggi virtuali,ma reali,come hanno fatto prima di noi altri paesi più Democratici.
La sintesi è semplice in tre parole: un Lavoro,un Deputato,una Democrazia.

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